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La direttiva MiFID: best execution, frammentazione e soluzioni tecnologiche

Il 21 aprile 2004 il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari nota come MiFID (Markets in Financial Instruments Directive). Tali norme comporteranno una serie di innovazioni nel mondo finanziario: l’abolizione dell’obbligo di concentrazione degli scambi, la creazione del “passaporto unico” per le imprese di investimento ed un maggior livello di protezione per gli investitori. La direttiva introduce, inoltre, il concetto di sede di esecuzione: i mercati regolamentati (exchanges), i sistemi multilaterali di negoziazione (MTF - Multilateral Trading Facilities) e gli intermediari operanti in qualità di internalizzatori sistematici.
In passato, la norma di riferimento era la direttiva 93/22/CEE sui Servizi di Investimento del 10 maggio 1993 (conosciuta come ISD - Investment Services Directive) abrogata ora dalla MiFID. La normativa preesistente non era più in grado di fornire un quadro efficace per l’esercizio dell’attività di investimento transfrontaliero all’interno dell’Unione Europea e non prevedeva delle regole chiare per la concorrenza. Nel corso dell’ultimo decennio, infatti, il mercato finanziario è mutato: il numero degli investitori è notevolmente aumentato così come il tipo di strumenti e servizi offerti, dei canali nonché delle tipologie di intermediari e dei mercati. Lo sviluppo della tecnologia ha comportato un radicale cambiamento nella gestione degli ordini della clientela ampliando notevolmente l’orario delle contrattazioni e l’accesso ai luoghi di scambio.
Il contesto economico - finanziario dei primi anni novanta era molto diverso rispetto a quello attuale:
- le economie europee erano meno integrate e gli investimenti si basavano sulla diversificazione geografica e non settoriale;
- in molti mercati azionari, compreso quello italiano, le negoziazioni avvenivano ancora fisicamente e l’integrazione tra i sistemi di negoziazione non era possibile;
- il settore bancario era caratterizzato dalla presenza di numerosi gruppi locali di dimensioni modeste;
- le borse erano pubbliche oppure basate su sistemi di governance di tipo mutualistico;
- la regolamentazione dei servizi finanziari era diversa per ogni paese membro della Comunità Europea.

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Introduzione III Il 21 aprile 2004 il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari nota come MiFID (Markets in Financial Instruments Directive). Tali norme comporteranno una serie di innovazioni nel mondo finanziario: l’abolizione dell’obbligo di concentrazione degli scambi, la creazione del “passaporto unico” per le imprese di investimento ed un maggior livello di protezione per gli investitori. La direttiva introduce, inoltre, il concetto di sede di esecuzione: i mercati regolamentati (exchanges), i sistemi multilaterali di negoziazione (MTF - Multilateral Trading Facilities) e gli intermediari operanti in qualità di internalizzatori sistematici. In passato, la norma di riferimento era la direttiva 93/22/CEE sui Servizi di Investimento del 10 maggio 1993 (conosciuta come ISD - Investment Services Directive) abrogata ora dalla MiFID. La normativa preesistente non era più in grado di fornire un quadro efficace per l’esercizio dell’attività di investimento transfrontaliero all’interno dell’Unione Europea e non prevedeva delle regole chiare per la concorrenza. Nel corso dell’ultimo decennio, infatti, il mercato finanziario è mutato: il numero degli investitori è notevolmente aumentato così come il tipo di strumenti e servizi offerti, dei canali nonché delle tipologie di intermediari e dei mercati. Lo sviluppo della tecnologia ha comportato un radicale cambiamento nella gestione degli ordini della clientela ampliando notevolmente l’orario delle contrattazioni e l’accesso ai luoghi di scambio. Il contesto economico - finanziario dei primi anni novanta era molto diverso rispetto a quello attuale: le economie europee erano meno integrate e gli investimenti si basavano sulla diversificazione geografica e non settoriale; in molti mercati azionari, compreso quello italiano, le negoziazioni avvenivano ancora fisicamente e l’integrazione tra i sistemi di negoziazione non era possibile;

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Valentina Contin Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 923 click dal 14/04/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.