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I parti con taglio cesareo: alla ricerca delle determinanti territoriali e sociali

L’obiettivo di questo lavoro è analizzare tendenze e determinanti dell’eccessivo ricorso al taglio cesareo in Italia e di valutare la capacità delle donne di contrastare questa tendenza. A tal fine, in primo luogo, sarà effettuato uno studio sull’andamento della fecondità approfondendo la tematica del parto cesareo; esso si conclude con un tentativo di sintesi del quadro presentato attraverso l’analisi in componenti principali. Nel secondo capitolo saranno studiate le determinanti territoriali e sociali del taglio cesareo a livello nazionale attraverso un’analisi statistica descrittiva cui farà seguito un modello di regressione logistica binaria per evidenziare l’incidenza di ciascun fattore di rischio controllando gli altri. Infine, nel terzo capitolo, saranno effettuate dapprima confronti a livello regionale tra due realtà estreme, la prima con la maggiore frequenza di cesarei (Campania), l’altra con la minore (Friuli V. G.). Di seguito il discorso sarà approfondito confrontando il comportamento della regione Campania con la prima regione, tra quelle di dimensione demografica adeguata, che presenta il minor ricorso al cesareo: la Lombardia. Il metodo utilizzato anche in questo caso è il modello di regressione logistica binaria.

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Lucia Compare I parti con taglio cesareo: alla ricerca delle determinanti territoriali e sociali - 1 - Introduzione Il quadro dell’andamento delle nascite e del parto in Italia è abbastanza complesso. Al di là della drastica riduzione della natalità, che è diminuita quasi del 50 % dagli anni ’60 ad oggi, è aumentata l’età media delle donne alla nascita del primo figlio e le gravidanze delle ultratrentacinquenni. L’età e l’istruzione sono fattori che incidono notevolmente sulle scelte fatte nel corso della gravidanza e al momento del parto, ma un altro importante fattore è la provenienza geografica. Secondo i dati del Ministero della Salute, con l’aumentare dell’età alla nascita del primo figlio si registra una maggiore informazione e determinazione sulle scelte da prendere, ma d’altra parte anche una maggiore medicalizzazione. Nel biennio 2004-2005 il numero medio di ecografie effettuato dalle donne in gravidanza è stato di 5,5, e il 29% ne ha effettuate 7, contro la raccomandazione di 3 del Ministero della Salute. Un dato molto importante è quello relativo ai tagli cesarei che registrano un costante aumento nel corso degli ultimi anni, raggiungendo il picco nelle regioni meridionali, in particolare in Campania dove una donna si tre partorisce in sala operatoria. Questa è la percentuale piø alta fra tutti i

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Lucia Compare Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.