Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Studio di un'interazione di neutrino con produzione di un adrone charmato

Il lavoro di tesi ha analizzato un evento di neutrino nell'ambito dell'esperimento OPERA, situato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso: in detto evento di neutrino, la misurazione dei parametri cinematici e topologici ha rivelato la produzione di un adrone con charm.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 Capitolo 1 OSCILLAZIONI DI NEUTRINO 1.1 Introduzione Esperimenti realizzati da Chadwick nel 1914 evidenziarono delle anomalie nello spettro di energia degli elettroni emessi tramite decadimento β: tale spettro risultava infatti essere continuo, estendendosi da 0 fino al Q-valore del decadimento in esame. L’osservazione di un simile decadimento in due corpi creava problemi con la conservazione del momento e dell’energia del sistema: infatti, essendo richiesta la simultanea conservazione di entrambi i parametri, sono necessarie almeno tre particelle figlie; ulteriori problemi derivavano dalla non conservazione, in altri decadimenti, del momento angolare: ad esempio nel decadimento H 3 Q He 3 + e @ lo spin del trizio vale 1 2 f f f , e non è possibile ottenere la conservazione per i prodotti, anch’essi aventi tutti spin 1 2 f f f . La soluzione a questo problema venne fornita da Pauli nel 1930, con l’ipotesi che assieme all’elettrone venisse emessa un’ulteriore particella neutra mai identificata in precedenza, di massa nulla o molto piccola [1], ribattezzata da Fermi come neutrino, un fermione di spin 1 2 f f f , neutro e momento magnetico molto ridotto; la bontà di quest’ipotesi venne confermata nel 1956 dagli esperimenti di Reines e Cowan [2]. Oggi è noto che oltre al neutrino elettronico, emesso nei decadimenti β, esistono altri due tipi di neutrino: il neutrino muonico, individuato per la prima volta nel 1962 da Lederman, Steinberg e Schwartz [3], e il neutrino tau, scoperto nell’ambito dell’esperimento DONUT nel 2000 [4]. Le varietà leptoniche sono dunque 6, suddivise in tre leptoni carichi (elettroni, muoni e tau) e tre neutri (i relativi neutrini); ad ognuna di queste particelle, infine, può essere associata una relativa antiparticella, con carica opposta nel caso dei leptoni carichi, e parimenti neutra per gli antineutrini.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze e Tecnologie

Autore: Francesco Granato Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 153 click dal 26/04/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.