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La concezione della retorica in I.A. Richards

Esiste una verità nel processo o si tratta solo di "retorica"?

La peculiarità del lavoro è l’aver affiancato uno studio sulla retorica effettuato da un letterato (I. A. Richards), con saggi sullo stesso argomento redatti da giuristi.
La possibilità di questo confronto è una conferma: lo studio della retorica è un punto di contatto tra le tecniche dei giuristi e i problemi dei letterati, tra l’anima scientifica e l’anima umanistica del diritto.
Sorprendentemente sono numerosi i punti di contatto tra questi studi di diversa matrice, ma forse più interessante sarà evidenziarne le differenze, dopo aver riassunto le singole posizioni.

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Silvia Serena Piccinato – La concezione della retorica in I. A. Richards 3 2. Ivor Armstrong Richards: un letterato – filosofo indaga la retorica L’opera di Ivor Armstrong Richards 2 si colloca nel clima culturale d’inizio 900’ cui accennavo poco fa, proprio all’alba della rinascita retorica. Dice Richards nell’introduzione de “La filosofia della retorica 3 ” che “la retorica è caduta così in basso che faremmo meglio a relegarla in un limbo piuttosto che occuparcene 4 ”; eppure se n’occupa per un intero libro. Questo studioso d’estetica e critico letterario inglese ritiene infatti che la retorica classica possa essere rivalutata, diventando una disciplina utile a soddisfare certe esigenze. Essa non è percepita come una tecnica di persuasione, come la dialettica platonica e nemmeno come l’aristotelica arte di scoprire i mezzi di persuasione possibili in riferimento a qualsiasi argomento, ma è “comunicazione corretta”. Richards la definisce infatti “studio degli equivoci verbali e delle relative correzioni 5 ”. Da attento “osservatore” del linguaggio, Richards fa notare che il linguaggio quotidiano è ricco di difetti di comunicazione; molto spesso la parola che usiamo per indicare un concetto viene percepita da chi ascolta in modo diverso da come vorremmo, cosicché l’ uditore 2 Richards, Ivor Armstrong (Sandbach, Cheshire 1893 - Cambridge 1979), critico letterario, studioso di semantica e pedagogista britannico, fu professore di letteratura inglese alla Harvard University. Dopo i primi studi, di estetica e linguistica, tra i quali Il significato del significato (1923), scritto con lo psicologo Charles Kay Ogden, con I fondamenti della critica letteraria (1924), Scienza e poesia (1926) e soprattutto La critica in atto (1929), Richards mutò radicalmente le modalità di studio e di insegnamento della letteratura. I suoi saggi, ponendo l'accento sulla lettura attenta e scientifica del testo e mettendo in guardia contro il pericolo delle generalizzazioni e di un esame distratto e superficiale, spianarono la strada al New Criticism, che è alla base della critica letteraria del Novecento. Fra le altre opere di Richards, oltre a poesie e opere teatrali, si ricorda La filosofia della retorica (1937) diretta ad una rivalutazione della retorica classica e L'inglese di base e i suoi usi (1943), con la proposta di adottare in tutto il mondo un vocabolario di base di 850 parole inglesi per facilitare la comprensione a ogni latitudine. 3 I. A. RICHARDS, La filosofia della retorica, Oxford university press, 1936; trad. It. di Beniamino Placido, Mi, 1967. L’ opera è una raccolta di conferenze tenute da Richards nel 1936. 4 Op. ult. cit. pag. 9 5 Op. ult. cit. pag. 9

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Silvia Serena Piccinato Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 671 click dal 20/04/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.