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Machine Guarding in un'azienda metalmeccanica

Il presente lavoro ha avuto la funzione di fornire una fotografia aggiornata della situazione delle macchine attualmente utilizzate dall’Azienda SWK Utensilerie s.r.l., unità operativa di Gemonio, e di consentire di inquadrarne le relative problematiche a livello macroscopico, con lo scopo di procedere poi ad una verifica più approfondita per singola macchina, ricercando (ove necessario) le soluzioni impiantistiche più opportune per sanare eventuali non conformità o comunque per ridurre i rischi associati all’utilizzo della stessa. A conclusione del processo, sarà possibile poi (ove applicabile) arrivare ad una certificazione della macchina o dell’impianto secondo le procedure previste dalla Direttiva Macchine. Il presente studio ha inoltre il fine di verificare che le condizioni imposte dal decreto legislativo 81/2008 siano effettivamente rispettate. Prima di effettuare l’azione esplicata precedentemente si è effettuata la mappatura del parco macchine aziendale, per procedere in un secondo momento alla stesura di un piano d’azione. L’approccio adottato inizialmente per tale piano di azione era basato su un’analisi dei macchinari secondo le ore di effettivo utilizzo, al fine di trovare quelli con maggiore probabilità di infortunio (cioè i macchinari più utilizzati), puntando maggiormente l’attenzione sulle macchine foratrici, in base ad una prescrizione dell’azienda sanitaria locale scaturita da un grave infortunio avvenuto nell’anno 2008; a seguito di una riunione con la dirigenza, si è convenuti alla conclusione che tale piano non era coerente con il vero obiettivo aziendale, improntato all’ottenimento della certificazione OHSAS 18001. Si è passati quindi ad un’azione più radicale, considerando tutti i macchinari presenti e classificandoli secondo l’analisi storica degli infortuni; quest’idea è stata accantonata a causa della crisi economica che ha colpito tutti i settori produttivi del mercato manifatturiero mondiale, facendo sì che l’azienda dovesse adottare piani strategici con conseguente riduzione o interruzione dell’utilizzo di macchinari inseriti in alcune linee produttive (per esempio produzione di estrattori). Sulla base di tale previsione di cambiamento, è stata vagliata l’ipotesi di focalizzarsi solo sui macchinari utilizzati per la produzione degli articoli rappresentanti il core business aziendale. Secondo le leggi vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro è però necessario valutare tutte le attrezzature. E’ stata quindi ripresa l’idea, temporaneamente “congelata”, di analizzare tutte le apparecchiature produttive presenti, creando un piano finale d’azione nel quale, a seguito di un’analisi di rischio dei macchinari divisi per reparto, si è dato ufficiale avvio alle attività, nel frattempo intraprese a livello informale, per la definitiva messa in sicurezza dei macchinari stessi, andando ad eliminare tutte le apparecchiature più vecchie, che verranno dismesse nel breve periodo

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1 1. INTRODUZIONE 1.1. PREMESSA L‟entrata in vigore della Direttiva Macchine, avvenuta in Italia col D.P.R. 459/96, ha imposto alle Aziende di rispettare una serie di disposizioni concernenti la messa in servizio di nuove macchine. Per le macchine esistenti, già messe in servizio alla data di entrata in vigore della normativa (21/09/96), tali disposizioni sono da applicare nel momento in cui la macchina subisce una modifica sostanziale, viene utilizzata per un uso non previsto o è assemblata con altre macchine. In ogni caso, è opportuno che le aziende, soprattutto quelle con un parco macchine ampio ed in continua evoluzione, impostino un sistema efficiente per quanto riguarda la raccolta della documentazione, l‟analisi dei rischi e la gestione delle modifiche, come previsto anche dal D.Lgs. 81/2008. Per quanto riguarda gli aspetti di rischio generali (meccanici, elettrici o comunque non connessi direttamente al rischio di esplosione) la parte centrale del lavoro è costituita dalla verifica della rispondenza delle macchine ai requisiti essenziali di sicurezza e salute fissati dall‟Allegato I della Direttiva Macchine. Per le macchine messe in servizio dopo il 21/09/1996 e marcate CE, questa verifica permette di valutare la reale conformità della macchina, salvo vizi occulti (per vizi occulti si intendono i difetti non rilevabili ad un esame della macchina nelle sue normali condizioni di lavoro), alla direttiva stessa. Bisogna tener conto del fatto che la marcatura, ove la macchina non rientri tra quelle che necessitano dell‟intervento nel processo di certificazione di un organismo notificato, può avvenire sotto la sola responsabilità del costruttore.

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Matteo Severino Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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