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Le proposte di regolamentazione degli strumenti derivati over the counter

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Racioppa
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Enrico Cotta Ramusino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

La tesi tratta il tema della regolamentazione degli strumenti finanziari derivati c.d. Over the Counter (OTC), ossia quei particolari prodotti derivati che non vengono negoziati su mercati regolamentati.
Dopo una breve descrizione del funzionamento e delle caratteristiche di tali derivati, si descrivono le novità introdotte dalla riforma finanziaria attuata a livello europeo, nonchè le novità presentate attraverso il Dodd-frank Act per il contesto statunitense.

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4 INTRODUZIONE Nell’agosto 2007, lo scoppio della bolla dei mutui subprime USA diede inizio alla crisi finanziaria più grave della storia. Indagando le cause che hanno portato alle recenti turbolenze sui mercati, appare condivisa, a livello globale, una duplice responsabilità, imputabile da un lato agli operatori del mercato, e dall’altro alle autorità preposte alla vigilanza dei mercati stessi 1 : i primi sono stati accusati di aver avuto poca lungimiranza, nell’affannosa ricerca di maggiori profitti a breve termine, mentre per i secondi si è parlato giustamente di responsabilità ben maggiori. Ai regolatori dei mercati finanziari, infatti, è stata criticata la mancanza di una forte volontà nella regolamentazione di interi settori finanziari, come dimostrato dalla totale tolleranza del c.d. shadow banking system e dei toxic assets; a ciò si aggiungono problemi di efficienza operativa delle autorità di vigilanza nazionali, causate dalla globalizzazione del settore finanziario, nonché la completa fiducia nella capacità di autoregolamentazione dei mercati finanziari, soprattutto per quei settori composti esclusivamente dagli operatori professionali. Sulla base di queste premesse, gli elevati (ed ignorati 2 ) rischi del mercato finanziario hanno dato origine ad una situazione eccessivamente distante dalla realtà, in cui “alla fine del 2007 il totale di tutti gli strumenti finanziari, derivati compresi, aveva raggiunto un valore superiore a 16 volte al PIL mondiale” 3 . Congiuntamente ai primi effetti della crisi finanziaria, ha preso campo una discussione in merito al ruolo degli strumenti finanziari derivati all’interno dei mercati globali. Più precisamente, il quasi crollo di Bear Sterns nel marzo 2008, il fallimento di Lehman Brothers il 15 settembre 2008 ed il salvataggio del colosso assicurativo AIG il giorno successivo, hanno evidenziato l’opacità che caratterizza i derivati over the counter 1 “Major failures of regulation and supervision, plus reckless and irresponsible risk taking by banks and other financial institutions, created dangerous financial fragilities” (G20 (2009) – Leaders’ Statement, the Pittsburgh Summit, 24-25 settembre 2009). 2 Negli ultimi anni, l’attività bancaria ha subito un processo di trasformazione, passando dal modello originate to hold al modello originate to distribute. Tale evoluzione è ben visibile attraverso la crisi dei mutui subprime USA, in cui la combinazione di un liquido mercato delle securitizations (ipotecarie e dei crediti) e di un prolungato periodo di bassi tassi d’interesse ha creato un progressivo accumulo sottovaluto di rischi all’interno del sistema finanziario. 3 Onado M, I nodi al pettine. La crisi finanziaria e le regole non scritte, Editori Laterza, 2009, pag. 13.

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clearing house
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