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Gioco pubblico e sistema concessorio

Il settore dei giochi in Italia è soggetto all'intervento pubblico statale, come previsto dall'art. 1 del d.lgs. 14 aprile 1948, n. 496, che riserva in generale allo Stato l'organizzazione e l'esercizio dei giuochi di abilità e di concorsi pronostici.
L'oggetto di questa analisi attiene propriamente al sistema concessorio italiano, a mezzo del quale lo Stato affida a terzi la gestione dell'attività, operando una scelta tra i contraenti privati attraverso la procedura ad evidenza pubblica.
Lo svolgimento dell'attività nel settore dei giochi e delle scommesse è, dunque, soggetta all'ottenimento da parte dei privati della relativa concessione amministrativa e della c.d. Licenza di polizia della Questura territorialmente competente, prevista dall'art. 88 R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).
In ambito comunitario, la materia dei giochi, inoltre, non è assoggettata ad un'armonizzazione normativa, ed emerge dunque una questione di compatibilità tra il sistema concessorio ed autorizzatorio italiano con il diritto comunitario; gli Stati sono liberi di fissare gli obiettivi della loro politica in materia, ed eventualmente di definire con precisione il livello di protezione perseguito.
In particolar modo, la questione nasce dal contrasto delle norme di diritto interno con i principi stabiliti dagli artt. 49 e 43 del Trattato CE, sulla libera circolazione dei servizi e sulla libertà di stabilimento.
A seguito dell'analisi in ordine alla tutela della concorrenza nel settore del gioco pubblico, viene trattato il gioco telematico (online), ossia la raccolta a distanza delle giocate relative a giochi d'azzardo e a scommesse, che ha conosciuto negli ultimi anni un consistente sviluppo.

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INTRODUZIONE La filiera industriale e di servizi che caratterizzano il mercato dei giochi si è sviluppata negli ultimi anni grazie a ritmi di crescita elevatissimi; l'evoluzione dell'industria del gioco ha portato questo settore a conquistare una posizione economica di rilievo addirittura a livello internazionale. Nel 2009 sono stati raccolti in Italia complessivamente 54,410 miliardi di euro, con 6,856 miliardi di euro in più (+14,4%) rispetto all'anno 2008. La regolamentazione del gioco in Italia è soggetta all'intervento pubblico statale, infatti l'art. 1 d.lgs. 14 aprile 1948, n. 496, riserva in generale allo Stato “l'organizzazione e l'esercizio dei giuochi di abilità e di concorsi pronostici, per i quali si corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in denaro” 1 . Il gioco pubblico nel nostro Paese è gestito tramite una delle forme di collaborazione tra settore pubblico e privato, ovvero tramite la concessione di servizi; l'oggetto di questa analisi attiene propriamente al sistema concessorio italiano, attraverso il quale lo Stato affida a terzi l'esercizio di attività ludiche, assicurando in tal modo la tutela dell'interesse pubblico generale, ed in particolar modo la salvaguardia della collettività dai pericoli di infiltrazioni della criminalità organizzata. Il nostro ordinamento infatti, per poter svolgere attività di gestione e di raccolta delle scommesse prevede un duplice sistema concessorio ed 1 L. Sacchetti, F. Grimaldi, Fisco e contabilità per giochi pubblici e scommesse, Il sole 24 ore, Milano, 2009, p.13. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Laura Zadi Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.