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Il teatro di Carlo Quartucci, 1959-1967: un percorso attraverso l'Aspettando Godot di Beckett

Informazioni tesi

  Autore: Dora Marianna Spiniello
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue, Letterature, Culture dell'europa e delle Americhe
  Relatore: Daniela Visone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

Carlo Quartucci, insieme a Carmelo Bene e Claudio Remondi, e' uno dei pionieri del nuovo teatro italiano. Tutti e tre debuttano nel 1959, un anno-chiave non solo a livello nazionale ma bensì internazionale.
Carlo Quartucci contesta i metodi e le finalità del teatro ufficiale, che secondo lui, non hanno più validità.
La sua carriera è segnata dall'incontro con Samuel Beckett, il rappresentante più importante della categoria del 'teatro dell'assurdo'. Quartucci esordisce proprio con la messinscena di 'Aspettando Godot' e lungo il corso della sua carriera metterà in scena molteplici testi di Beckett (finale di partita, atto senza parole 1 e 2).
Un'altra importante tappa nella carriera di Quartucci, ed anche di Remondi e bene, è l'adesione al convegno di Ivrea del 1967 che segna la presa d'atto del fenomeno in espansione del nuovo teatro.

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2 PRIMO CAPITOLO Il nuovo teatro in Europa ed in America 1.1 Il 1959: un anno chiave I primi segni del rinnovamento teatrale iniziano a mostrarsi nell‘arco di tempo che va dalla seconda guerra mondiale agli inizi degli anni Sessanta. Al centro di quest‘esigenza di rinnovare il teatro c‘è la ricerca di un‘azione credibile dell‘ attore (la recitazione non è più considerata semplicemente imitazione o finzione ed illusione scenica) ed anche il bisogno di poter esprimere nella dimensione del teatro le proprie idee esistenziali, sociali e politiche. Infatti, proprio il Living Theatre, che nasce a New York nel 1946 ed è uno dei maggiori esponenti di questo clima di avanguardia, adotterà come parole d‘ordine «Non recitare. Agisci! Non ricreare. Crea! Non imitare la vita. Vivi! Se non ti piace. Cambialo!» 1 . Questa frase esprime al meglio le inquietudini che questa generazione di innovatori teatrali sente e cerca di superare. Questi segni di rinnovamento non si mostrano solo in teatro ma in tutti i campi dell‘arte: da quello della letteratura, a quello delle arti figurative, alla musica ed al cinema. In Italia, agli inizi degli anni Sessanta la vita quotidiana di strati diversi della popolazione viene modificata profondamente dalla presenza di nuovi beni di consumo, che facilitano l‘esistenza, creando nuove abitudini e nuovi comportamenti. L‘introduzione degli elettrodomestici, della radio, del giradischi e soprattutto del televisore modificano l‘uso del tempo libero ed i comportamenti culturali di massa. La pubblicità, dunque, diviene una presenza costante nella vita quotidiana 2 . 1 Franco Perrelli, I maestri della ricerca teatrale, Bari, Laterza, 2007, p. 4. 2 Giulio Ferroni, Storia della Letteratura Italiana, Torino, Einaudi, 1991, pp. 1023-1024.

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Parole chiave

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recitazione
rinnovamento
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teatro

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