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Società sportive, composizione negoziale delle crisi e transazione fiscale.

Il fenomeno sportivo conosce ormai da anni un’evoluzione che mette sempre più in evidenza l’esasperazione imprenditoriale-capitalistica dei suoi settori professionistici più avanzati. Tra questi, il calcio occupa una posizione di primo piano alla luce degli interessi economico-giuridici, oltre che sociali, di assoluto rilievo che lo caratterizzano.
Eppure esso, non diversamente da altre discipline ha origine come attività ludica, per poi trasformarsi nella seconda metà dell’Ottocento in sport inteso come attività organizzata e regolata.
Tra i fattori di crisi che affliggono molte società sportive, in particolar modo quelle del calcio professionistico, assume particolare evidenza lo squilibrio della gestione economico-finanziaria che interessa la maggior parte dei club.
Tale squilibrio, pur costituendo una “patologia cronica” che colpisce da lungo tempo le società del settore, negli anni in corso ha raggiunto livelli di gravità assoluti, manifestandosi in tutta la sua drammaticità in occasione del fallimento di blasonati sodalizi calcistici e dello scoppio dello scandalo del “doping amministrativo”.
La tesi analizza la crisi delle società sportive, prendendo in esame le origini e gli strumenti utili per capirne la manifestazione, fino a svilupparne modelli di supporto al risanamento. Si individuano le misure idonee alla “prevenzione della crisi” che consentono ai management dell’impresa di realizzare una corretta valutazione e un adeguato controllo dei rischi ed esamina gli strumenti di risanamento predisposti dal legislatore come il decreto “spalma-debiti”, creando degli enormi escamotage per le società sportive tesi ad evitare un fallimento di massa che avrebbe comportato un danno inestimabile allo sport italiano, e analizzando i correttivi alla legge fallimentare in particolar modo dell’istituto della transazione fiscale posto all’interno degli strumenti di composizione preventiva delle crisi.

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6 CAPITOLO I LE SOCIETA’ SPORTIVE E LA LORO CRISI SOMMARIO: 1.1. Dalla riforma del 1966 alla legge n. 91/1981. – 1.2. Legge 23 marzo 1981, n. 91: lo sport professionistico. – 1.3. D.L. 26 settembre 1996, n. 485: il fine di lucro. La sentenza Bosman. Conseguenze della pronuncia nell’ordinamento giuridico italiano. – 1.4. Il decreto “Salva-calcio”. – 1.5. La crisi economica e le sue ragioni. Il fenomeno del “doping amministrativo”. – 1.6. La quotazione in Borsa. – 1.7. Gli sviluppi in corso della normativa. Il rapporto tra la normativa settoriale e quella ordinaria. – 1.8. L’insolvenza dell’impresa sportiva. Il titolo sportivo. – 1.9. (Segue). Il Lodo Petrucci. – 1.10. Il caso S.S.C. Napoli S.p.A. – 1.11. Il caso Monza Calcio S.p.A. – 1.12. I debiti tributari e la transazione dei tributi iscritti a ruolo. D.L. 138/2002 (conv. in L. 178/2002) prima della riforma con il D.LGS. 5/2006. 1.1. Dalla riforma del 1966 alla legge n. 91/1981 Come è noto, nel nostro ordinamento l’esercizio in forma collettiva dell’attività sportiva a livello professionistico è riservato in via esclusiva alle società per azioni e a responsabilità limitata costituite in osservanza della legge 23 marzo 1981, n. 91 e successive modifiche 1 . Il processo che ha condotto all’assetto attuale, il quale ha in questa legge di natura speciale il suo fondamentale punto di riferimento, prende avvio verso la metà degli anni Sessanta e, in particolare, alla fine del 1966 1 La legge n. 91/1981, recante “Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti”, è stata successivamente modificata dal D.L. n 485/1996 (“Disposizioni urgenti per le società sportive professionistiche”), convertito con legge n. 586/1996; dal D.L. n. 282/2002, convertito con legge n. 27/2003 e dal D.lgs. n. 37/2004.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Fiorentino Saveriano Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.