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La voce poetico-musicale di Fabrizio De Andrè: Analisi di due canzoni

Questa mia piccola e discreta "opera" nasce prima di tutto da una profonda e sconfinata stima nei confronti di Fabrizio De Andrè e delle sue canzoni, le quali hanno avuto il merito di condurmi, durante il mio corso di studi, ad importanti riflessioni.
E' infatti da una di queste che è nata: "La voce poetico-musicale di Fabrizio De Andrè: Analisi di due canzoni".
Con il mio lavoro ho voluto creare una sorta di collegamento tra l’ambito poetico-letterario e quello musicale nelle canzoni di Fabrizio De Andrè.
Piú rigorosamente l’obiettivo è stato quello di mettere in evidenza le modalità con cui ha avuto luogo in De Andrè la rielaborazione di materiali sia musicali sia testuali pre-esistenti alla sua produzione.
Ho scelto così di concentrarmi su due canzoni: La canzone dell’amore perduto in cui vi è la ripresa di un tema musicale di Telemann e La Ballata dell’amore cieco in cui vi è la riproposta del tema amore-morte in una struttura musicale del tutto originale.
Poiché le canzoni sono unione di parole e musica, il fulcro della mia tesi è costituito dall’analisi del rapporto tra questi due elementi, allo scopo di comprendere se esistano dei legami tra scelte testuali e scelte musicali di vario tipo: armoniche, ritmiche, timbriche, di organico, di tonalità.
Spesso, infatti i significati musicali possono essere chiarificati, sottolineati o negati proprio attraverso i testi o viceversa.
In alcuni casi mi sono soffermata anche sulla performance: talvolta infatti, anche il modo di pronunciare determinate parole o interi versi da parte del cantautore non è irrilevante; anzi, anche l’interpretazione del canto, non casuale, spesso serve ad esprimere meglio i concetti dei testi.
Ho eseguito le mie analisi servendomi di metodi assimilati durante il mio corso di studi: vi è stato quindi un cospicuo numero di ascolti dei brani scelti per l’analisi, essendo l’esecuzione stessa il parametro principale di questo genere.
Vista l’assoluta carenza di spartiti corretti delle canzoni di Fabrizio De Andrè, dove a mio parere vi era la necessità, ho effettuato personalmente delle trascrizioni di alcune parti.
La mia speranza con questo lavoro è di confermare l’importanza di un approccio analitico serio al repertorio popular per fare in modo che ci si possa avvicinare ad esso attraverso studi razionali e si possa riuscire a superare qualsiasi tipo di barriera esistente tra la tradizione “classico-colta” e il repertorio “popular”.

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4 Premessa Con il presente lavoro mi propongo di creare una sorta di collegamento tra l’ambito poetico- letterario e quello musicale nelle canzoni di Fabrizio De Andrè. Piú rigorosamente l’obiettivo è quello di mettere in evidenza le modalità con cui ha avuto luogo in De Andrè la rielaborazione di materiali sia musicali sia testuali pre-esistenti alla sua produzione. Proprio tenendo conto di questa premessa e dei miei gusti personali, ho scelto di concentrarmi su due canzoni: La canzone dell’amore perduto e La Ballata dell’amore cieco, entrambe del 1966, ovvero del periodo dei primi 45 giri della Karim (si veda discografia), in cui le sue poche idee fisse facevano già capolinea. Le due canzoni sono state riedite nello stesso anno all’interno del primo Lp di De Andrè Tutto Fabrizio De Andrè e poi nel 2005 nella raccolta di tre cd In Direzione Ostinata e Contraria che presenterò nel paragrafo 1.3. È necessaria questa specificazione di versioni, in quanto in ambito popular l’incisione discografica costituisce di per sé il testo poetico-musicale di partenza e la sua eventuale trascrizione, a differenza dell’ambito classico-colto, è piú utile per l’analisi che per l’esecuzione. La difficoltà, ma allo stesso tempo il piacere che comporta il dedicarsi ad un autore come De Andrè scaturisce dall’estrema vastità di opere scritte e dall’estremo valore che ha assunto il suo lavoro prima e dopo la sua morte . Al fine di seguire un percorso logico e chiaro ho ritenuto opportuno procedere per gradi . Innanzitutto, nel primo capitolo, ho fornito i principali punti di vista che si sono manifestati nel corso del tempo sui cantautori in genere e più dettagliatamente sull’opera di Fabrizio De Andrè, all’interno della spinosa querelle, ancora attuale, che si chiede se il testo di una canzone possa o meno considerarsi poesia. È stato in questo contesto che ho inserito alcune testimonianze del Convegno “Poesia e Musica nella Canzone d’autore”, tenutosi a Siena nell’ottobre 2007, a cui io stessa ho preso parte. Ho fatto

Laurea liv.I

Facoltà: Musicologia

Autore: Teresa Polizzotto Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.