Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il pettegolezzo, strumento di integrazione e controllo sociale.

In questo lavoro ho deciso di approfondire il pettegolezzo, un fenomeno molto presente nella nostra società e anche nelle società passate. Ogni giorno, anche se non ce ne rendiamo conto, abbiamo a che fare con voci, pettegolezzi e dicerie, sia mentre parliamo con adulti che con bambini. Questo fenomeno infatti è onnipresente, riguarda persone di ogni età, sesso e classe sociale. Il pettegolezzo è un chiacchierare attorno alla vita privata degli altri, soprattutto in merito ad argomenti privati che si vorrebbero tenere nascosti, ad esempio la sfera sessuale. Perciò quando si parla di pettegolezzo si pensa sempre a qualcosa di negativo, un comportamento atto a mettere in cattiva luce qualche conoscente; in realtà, studiando le varie caratteristiche di questo fenomeno, possiamo affermare che esso è molto utile nella nostra società, avendo un’importante funzione di integrazione e di coesione nei gruppi sociali. Indispensabile è, infatti, la presenza di una rete sociale che permetta lo scambio di informazioni tra i propri membri, così da riuscire a condividere con altre persone che hanno i nostri stessi interessi informazioni, apparentemente credibili ma non necessariamente verificate, che aumentano il sentimento di appartenenza al gruppo.Oltre ad avere effetti positivi per il gruppo in generale, questo fenomeno aiuta anche il singolo individuo a sentirsi importante all’interno del gruppo, accrescendo la fiducia che ha in sé stesso e permettendogli di sfogarsi e svagarsi con persone che la pensano come lui.
Un’altra importante funzione del pettegolezzo è quella di riuscire ad influenzare i suoi protagonisti e le persone che trasmettono queste informazioni; è una forma di controllo sociale, è un potere indiretto, che permette di indurre a fare qualcosa senza bisogno di comunicare direttamente la propria volontà. Mettendo in giro un pettegolezzo si riesce ad influenzare il comportamento della persona oggetto di pettegolezzo, e anche di coloro che lo divulgano, avendo paura delle conseguenze sulla propria reputazione.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Per quanto sia criticato e considerato negativamente il pettegolezzo è una pratica comunicativa collettiva onnipresente: la possiamo trovare nelle abitudini di un bambino che instaura i suoi primi rapporti sociali con i compagni di giochi, fino alla sua rilevanza entro i comuni mezzi di comunicazione di massa. È quindi un fenomeno con cui tutta la collettività impara a convivere fin dall‟infanzia e su cui non vengono posti molti interrogativi, visto che non opera alcuna distinzione tra età, sessi e classi sociali; al contrario di quanto si sia portati a credere, pare che la voglia di conoscere l‟ultima notizia su conoscenti ed amici non sia un processo facile da controllare, se non in misura minima. In questa tesi ho deciso di affrontare il tema del pettegolezzo perché è uno strumento importante nella socializzazione, sempre presente nella vita quotidiana di tutti noi, anche se esso viene generalmente considerato nella sua connotazione negativa. Durante lo svolgimento si potrà invece apprendere come molti studiosi lo definiscano una normale e, nei limiti, innocua attività comunicativa, che addirittura aiuta ad aumentare il sentimento di coesione e integrazione nei gruppi sociali. Il pettegolezzo è praticato, quasi inconsapevolmente, ogni giorno, e possiede molte funzioni positive, come spiegano Livolsi e Volli nel loro libro Rumor e pettegolezzi (2005), ad esempio permette di sentirsi parte del gruppo, accresce il rapporto di fiducia e la confidenza tra le persone, addirittura è un mezzo per ridurre lo stress e sfogarsi piacevolmente con qualche amico; il pettegolezzo crea una condivisione da parte dei partecipanti, basata sulla complicità rispetto ad un sapere che ha a che fare con la segretezza. Gli studi su questo fenomeno sono molti, diverse discipline del sapere hanno prodotto le proprie teorie, collaborando e a volte contraddicendosi, evidenziando però innumerevoli aspetti del pettegolezzo. A proposito, nella seconda parte del capitolo 2, ho sviluppato le teorie sostenute da due sociologi, Max Gluckman e Robert Paine che sono in contrasto fra loro. Nel terzo capitolo saranno descritte alcune modalità di diffusione dei rumor, sulla base di ciò che afferma Cass R. Sunstein nel suo libro Voci, gossip e false dicerie (2010). Il pettegolezzo ha dei processi di trasmissione particolari e ognuno di noi è in

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesca Bernardi Contatta »

Composta da 46 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1337 click dal 05/05/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.