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Bilinguismo e identità culturale. Il caso dell'Alto Adige.

Non è solo immergendosi fisicamente in un ambiente culturalmente diverso che si può comprendere le ragioni del diverso, ma è fondamentale comunicare per poter entrare in vero contatto con una cultura. Pensavo con invidia all’Alto Adige perché riconoscevo come un grosso vantaggio la possibilità di essere immersi dalla nascita in una realtà bilingue che avrebbe permesso di parlare da subito due lingue, impararne una terza o una quarta con più facilità, ma anche potersi sentire più vicini al resto mondo. Ho voluto approfondire queste mie riflessioni. Questo lavoro affronta il tema del plurilinguismo in stretta connessione con quello del multiculturalismo, considerando questi due ambiti comeinterdipendenti. Il principale obiettivo dell’elaborato è dimostrare che oltre ad arricchire la propria personalità, l’apprendimento delle lingue è un potente mezzo per superare i confini nel rispetto della multicultura. Il primo capitolo è dedicato al diritto linguistico in Europa e in Italia. Se l’Europa delinea i principi che devono guidare la concreta legislazione delle nazioni, l’Italia ha ben accolto le disposizioni europee riguardo alla tutela delle lingue. Questa tutela non è finalizzata a promuovere un atteggiamento provincialista ma al contrario vuole porre le basi per assumere un atteggiamento rispettoso nei confronti dell’altro, il quale tra le sue caratteristiche può avere quella di parlare un’altra lingua, e poterlo inglobare in un progetto comune; è una tutela che ha come scopo quello di allargare i confini piuttosto che di rimarcarli. A tal proposito l’Europa si serve delle istituzioni scolastiche, comprese le università, dei mezzi di divulgazione culturale e della mobilità internazionale per favorire lo studio delle lingue. Anche nella specifica Italiana, la scuola è stata una delle protagoniste attive a riguardo, portando a termine numerosi progetti focalizzati sia sulle lingue minoritarie presenti nelle precise regioni, sia sulle lingue straniere più in generale. Il secondo capitolo prende in esame una realtà emblematica presente sul territorio Italiano, che dà risalto alle caratteristiche di multiculturalismo, plurilinguismo e minoranza: l’Alto Adige. Vengono precisate le vicende che hanno determinato una situazione di multilinguismo in Alto Adige, prendendo in esame le tre minoranze tedesca, italiana e ladina e facendo un preciso riferimento al loro sviluppo all’interno della scuola. Si è potuto notare come l’Alto Adige sia determinato da implicazioni storiche, culturali, ideologiche e politiche che restano tuttora vive e sentite da tutte e tre le minoranze; implicazioni che ancora non hanno portato gli altoatesini a superare quell’atteggiamento di esclusione nei confronti della minoranza non propria. Viene così analizzata la realtà attuale, soprattutto riferita all’ambito scolastico ancora linguisticamente molto diviso, fatta accezione della scuola ladina che si apre alle minoranze limitrofe attraverso l’uso della loro lingua. Il terzo ed ultimo capitolo è dedicato al potere che nasconde dentro di sé ogni lingua parlata. Con il notevole contributo dell’etnolinguistica è stato possibile valorizzare il binomio lingua-cultura che contribuisce a creare parte dell’identità di ogni uomo. Il problema può sorgere dal momento in cui la lingua viene utilizzata per chiudersi in sé stessi ed evitare il confronto con l’altro culturalmente e linguisticamente diverso. Quest’ultimo caso è quello che sembra connotare l’Alto Adige il quale mostra fatica ad aprirsi al suo vicino di casa, utilizzando come mezzo di separazione proprio la lingua. Recenti studi in ambito pedagogico-linguistico sostengono l’importanza di avvicinarsi alle diverse lingue straniere. Sfruttare la possibilità di potersi relazionare con l’altro e la sua cultura non procura altro che vantaggi, sembra essere la chiave di volta per arricchire se stessi e la società intera soprattutto in un tempo in cui l’europeizzazione sembra essere un obiettivo importante ma molto difficile da raggiungere. A sostenere la valenza di questi studi è Alexander Langer e di particolare interesse è l’insegnamento da lui ereditato che risulta essere un imperativo per i giovani altoatesini ai quali è affidato il compito di superare la visione etnocentrica per favorire una cultura della convivenza.

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8 CAPITOLO I LEGISLAZIONE 1. La legislazione linguistica in Europa La valorizzazione di ciascuna differenza in cui la realtà umana è articolata consiste nella promozione dell‟intero universale, che non è più tale se perde anche soltanto una delle sue componenti; lingua e cultura ne fanno parte 1 . Per questo motivo è necessario mantenere e promuovere l‟uso delle diverse lingue, anche minoritarie: l‟esigenza manifestata da consistenti popolazioni alloglotte 2 è di non essere discriminati in base alla lingua e di poter utilizzare il proprio idioma originario in ogni ambito della vita quotidiana e in ogni forma di comunicazione. I diritti linguistici rientrano a pieno titolo nei diritti fondamentali dell‟uomo e la loro tutela è uno dei compiti delle democrazie contemporanee. L‟Europa è una realtà linguistica molto complessa, al suo interno si riconoscono ventitré lingue ufficiali, tre alfabeti e una sessantina d‟idiomi parlati quotidianamente con un totale di quaranta milioni di cittadini europei che usano regolarmente una lingua regionale o minoritaria accanto alla lingua ufficiale dello Stato. Questa molteplicità di lingue presenti su un territorio che, molto spesso, mostra tendenze di globalizzazione e omologazione è causa di antiche e irrisolte questioni di ordine politico-organizzativo. I recenti interventi normativi di politica linguistica, trattano con urgenza queste questioni e agiscono favorendo un “plurilinguismo integrale”. 3 , 1 Marco Stolfo, La tutela delle lingue minoritarie tra pregiudizi teorici, contrasti ideologici e buoni motivi, Università di Torino, 2003, pag.69 2 Insieme di persone che in uno stesso territorio parlano o documentano in una lingua diversa da quella ufficiale della maggioranza. 3 Si fa riferimento al plurilinguismo “istituzionale” come insieme di norme che regolano il regime linguistico all‟interno delle istituzioni europee e il plurilinguismo “societario” caratterizzato da misure di intervento per la promozione dell‟apprendimento linguistico e per la tutela delle minoranze storiche sul territorio.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Luana Tomasi Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7283 click dal 05/05/2011.

 

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