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La comunità di Gavello tra età moderna e contemporanea (1702 - 2007) attraverso i documenti dell’archivio parrocchiale

Informazioni tesi

  Autore: Marco Chinaglia
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia contemporanea
  Relatore: Umberto Mazzone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 359

La tesi intende ricostruire le vicende storiche della comunità cristiana di Gavello, piccolo comune polesano situato nelle vicinanze di Adria. Stazione miliare romana, quindi sede durante il Medioevo di un’importante abbazia benedettina, scomparsa attorno alla metà del XV secolo a causa della natura alluvionale dell’area, il paese rinacque come parrocchia indipendente nel 1508, grazie alla nobile famiglia dei Gilioli, che ne acquisì lo ius - patronatus, passato, per diritto di successione ereditaria, ai veneziani Foscari - Gradenigo - Nani Mocenigo. Una fase critica nella vita della parrocchia è costituita dal secolo che dall’Unità d’Italia va fino agli anni del “boom economico”, segnata da continue lotte di natura sociale e politica. La tesi si presenta suddivisa in tre parti: la prima, in quattro capitoli, illustra la storia della parrocchia in senso cronologico, partendo da alcuni «frammenti» di storia medievale e della prima età moderna necessari per la comprensione dei fenomeni successivi (cap. I), soffermandosi poi in maniera più dettagliata sui secoli XVIII (cap. II), XIX (cap. III) e XX (cap. IV). In questa parte, oltre ai documenti d’archivio, si fa riferimento a diversi altri studi e fonti, offrendo spunti per ulteriori approfondimenti. La seconda parte, dedicata ai luoghi di culto della parrocchia, propone un approfondimento storico - artistico sulla Basilica arcipretale della B.V. delle Grazie (cap. V) e un excursus sulla vita religiosa nelle frazioni di Lama e Magnolina, con descrizione degli oratori annessi (cap. VI). La terza parte si pone come proprio obiettivo il far comprendere la natura di «microcosmo» svolta dall’archivio dell’ente, individuando una serie di fonti, non necessariamente di natura religiosa, utili per la comprensione della storia di Gavello: la gestione economico - patrimoniale della parrocchia, con particolare attenzione ai numerosi testamenti e Legati Pii conservati (cap. VII), una panoramica socio - demografica della popolazione dal XVIII secolo ad oggi attraverso l’analisi dell’anagrafe parrocchiale, fonte primaria fino alle innovazioni napoleoniche (cap. VIII), il regesto di alcune visite pastorali tra XIX e XX secolo (cap. IX). I nove capitoli sono accompagnati dalla trascrizione integrale di 20 documenti significativi, riportati direttamente nel testo o nelle appendici relative.
Metodologia seguita:
La tesi si è sviluppata in due momenti distinti: ad una prima fase di ricerca, principalmente basata sull’archivio parrocchiale di Gavello, che è stato ampiamente consultato tra i mesi di settembre ed ottobre 2008, documentazione cui si sono aggiunti materiali provenienti da altri enti ed istituzioni culturali (Accademia dei Concordi ed Archivio di Stato di Rovigo), ha fatto seguito, dopo accurata selezione bibliografica, la redazione testuale, sviluppata tra dicembre e febbraio 2009.

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9 INTRODUZIONE Con un saco de bele fantasie vago a girondolò in çerca d‟estri per le cante mie, dal Canalbianco al Po. Eco che andando pian pianin, bel belo, me son dovù fermar sentindo le campane de Gavèlo in gran scampanezar. Gò „verto alora el saco dei pensieri e drento gò catà che gh‟era „na volta per „sti sentieri, „na gran bela çità: çità famosa per la so Badia che non se vede più, e che l‟era la prima Signoria arente le palù. Ma dopo, co le rote e le rovine de l‟Adese e del Po, tuto gà „vudo la più trista fine, come dal saco so. Cossa ghe resta adesso de Gavèlo? L‟anima che xe sta? Drento la tera e soto de „sto çielo gnente i gà catà. Ghe vole ancora un poca de speranza. Ne la tera scavè! E vualtre, se del tempo ve ne „vanza, o campane sonè! (G. PIVA, Gavèlo, in Cante d‟Adese e Po, Udine, 1931) Giungendo a Gavello dalla statale Eridania, provenendo da Crespino, i primi due edifici che balzano agli occhi del viaggiatore sono il palazzo Gradenigo e la Basilica arcipretale della B. V. delle Grazie. Si riassume così, anche visivamente, la vicenda laica e religiosa di uno dei centri più antichi della provincia, oggi immerso nella quiete della campagna polesana, tra il Canalbianco e lo scolo Colombarolo. Già stazione miliare romana, poi contea medievale, Gavello assunse un ruolo importante nell‟VIII secolo, con lo sviluppo della sua abbazia benedettina, poi decaduta attorno al

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