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Ruolo delle neurotrofine nell'anatomia funzionale del tessuto connettivo

Informazioni tesi

  Autore: Giulio Loforese
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Farmacia
  Corso: Farmacia e farmacia industriale
  Relatore: Marco Artico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

Ruolo delle neurotrofine nell'anatomia funzionale del tessuto connettivo

In questa tesi viene analizzato il ruolo delle neurotrofine nell'anatomia funzionale del tessuto connettivo partendo dagli studi della Levi Montalcini, responsabile della scoperta dell'agente X diffusibile, il quale, rilasciato da tessuti trapiantati in embrioni di pollo, promuoveva la crescita e la differenziazione dei nervi. Stessa R.L.Montalcini che poco dopo fu responsabile della caratterizzazione biologica dell'agente X, arrivando a poter affermare che si trattasse di una proteina, “NGF”, che di fatto è quindi la prima neurotrofina scoperta. Le neurotrofine rappresentano una famiglia di proteine che sembrano essere strutturalmente correlate. I componenti di questa famiglia sono: il BDNF, le neurotrofine 3,4,5 e il NGF che è quello di maggiore interesse per quanto riguarda le interazioni con il connettivo. Le interazioni del NGF, con le cellule facenti parte e non del tessuto connettivo, sono mediate da due recettori denominati rispettivamente trkA e p75. Data la presenza di questi recettori su linfociti, macrofagi, mastociti, ed eosinofili sono stati eseguiti numerosi studi che evidenziano effetti significativi post interazione con le neurotrfoine su: differenziamento, attivazione, proliferazione e sopravvivenza delle cellule nominate. Importante risulta inoltre la possibilità del contemporaneo legame con entrambi i recettori.
Le cellule del S.I. non solo sono in grado di rispondere al contatto con le neurotrofine, ma risultano coinvolte nella loro stessa produzione e nel loro immagazzinamento. Di grande interesse risulta la regolazione sulla reazione infiammatoria allergica da parte del NGF, come ad esempio si verifica nell'asma allergico, una delle patologie aeree tra le più comuni relazionabili alle neurotrofine, caratterizzata da un iperreattività delle vie aeree con ricorrenti e reversibili ostruzioni delle vie respiratorie e, successivo rimodellamento delle stesse. Vi sono crescenti prove che le neurotrofine rappresentino le molecole verosimilmente più coinvolte nel regolamentare e controllare le interrelazioni tra il sistema immunitario e il sistema nervoso, entrambi coinvolti in queste patologie. Importante per queste patologie infiammatorie delle vie aeree, risulta l'effetto che le neurotrofine giocano in relazione agli eosinofili, in particolar modo sulla chemiotassi da parte dell'organo attaccato dall'allergene e sull'adesione di queste molecole a eosinofili e cellule endoteliali. La possibilità che le neurotrofine possano influenzare l'infiammazione eosinofila delle vie aeree dei pazienti con asma bronchiale, è stata confermata da studi recenti su cellule umane del liquido di lavaggio bronchiale di pazienti con asma allergico.
Considerando quindi l'importante contributo delle neurotrofine nei fenomeni infiammatori, si sono aperte nuove prospettive per il trattamento delle patologie croniche infiammatorie, cercando di capire come sfruttare in modo vantaggioso gli effetti indotti dal NGF.

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3 Dal sistema nervoso a quello immunitario Diversi anni fa Levi-Montalcini et al. [21] furono i primi a suggerire che gli effetti del NGF non fossero limitati al sistema nervoso, ma che si estendessero anche a diversi distretti del tessuto corporeo. Nel corso dei decenni successivi infatti, l'espressione così come la segnalazione delle neurotrofine attraverso i loro specifici recettori è stata dimostrata al di fuori del sistema nervoso. Particolare interesse ricadde sulle cellule del sistema immunitario dimostratesi capaci di sintetizzare le neurotrofine e di esprimere i recettori corrispondenti. Successive evidenze suggerirono che le neurotrofine potessero influenzare la risposta immunitaria, agendo come citochine. Dato che la fisiopatologia delle malattie allergiche è caratterizzata dalla progressione di reazioni infiammatorie, il potenziale ruolo delle neurotrofine nel sistema immunitario è di grande interesse. Evidenze scientifiche hanno portato alla conclusione che la maggior parte delle cellule del sistema immunitario siano capaci di produrre una o più neurotrofine e che esprimano anche il recettore per le stesse. Di conseguenza, il trattamento delle 19

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Parole chiave

asma bronchiale
bdnf
eosinofili
fibroblasti
infiammazione neurogena
macrofagi
neurotrofine
ngf
p75
rimodellamento
sistema immunitario
tessuto connettivo
trka

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