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L'esperienza della Bottega di Gassman a Firenze

L'esperienze dalla Bottega nasce a Firenze nel 1979 grazie ad Alfonso Spadoni che a quel tempo era il direttore della Pergola. Già dagli inizi degli anni 70 Firenze era 'attraversata' da un forte fermento culturale, tanto che, capendo l'importanza della Cultura, nel 1975 nasce l'Assessorato alla Cultura, che andrà in mano a Franco Camarlinghi, Pci, e con cui il progetto della Bottega prese vita. Le selezioni per l'Italia, il debutto dello spettacolo Fa male, il Teatro in cui venivano selezionati degli aspiranti allievi prima di ogni spettacolo e le tante speranze di buona riuscita, caratterizzarono il primo periodo della Bottega. Così, quando fu selezionato un numero sufficiente di allievi, iniziò il Corso preliminare, in cui grandi nomi dello spettacolo tennero delle lezioni per gli allievi presso il Saloncino della Pergola, la sede provvisoria della Bottega. Da non dimenticare il 'fermento' culturale e politico di Firenze in quegli anni: le grandi mostre medicee, la Rassegna dei Teatri Stabili, Kantor a Firenze, ma non solo questo. Nel 1980 l'Assessorato alla Cultura passò dal Pci al Psi, da quel momento i socialisti presero in mano ogni aspetto che riguardasse la Bottega di Gassman.
Nel secondo capitolo invece viene trattato il periodo d'oro della Bottega, ossia gli anni che videro in via Santa Maria - in quello che oggi è il Saloncino Goldonetta - la sede definitiva della scuola.
La convenzione col Comune di Firenze, unico vero finanziatore dell'attività e i costi di gestione sempre più elevati.
Ed infine nel terzo capitolo, viene trattato il periodo più duro per le sorti della Bottega: la fase in cui la scuola, costretta a spostarsi in altre sedi, per via dei lavori di ristrutturazione in via Santa Maria, perde prima Gassman, (il quale si dimette dall'incarico di direttore per lasciarlo a Vittorio Esposito), per poi perdere anche la convenzione nel '92 col Comune di Firenze: eventi che porteranno la Bottega alla chiusura.

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INTRODUZIONE Questa tesi è frutto di un ampio lavoro di ricerca che mi ha portato dopo molti mesi a ricostruire le vicende della Bottega di Gassman dalle origini nel 1979 fino alla sua chiusura nel 1992. Ho cercato di rendere questa tesi il più esauriente e completa possibile: ho cercato nei giornali dell'epoca le notizie che potevano interessarmi, sono andata in molti luoghi dove erano sparsi i vari documenti che trattavano delle vicende della Bottega e ho parlato con politici e i personaggi di quel tempo che si interessarono della vicenda. Alla Biblioteca della Pergola Alfonso Spadoni ho trovato dei documenti che testimoniavano come, e grazie a chi, ha preso avvio l'iniziativa. Infatti tutto parte da quelle stanze, dove in vecchi faldoni impolverati ho trovato tante foto degli ex allievi e dei maestri, bozze di lettere e di discorsi, domande di iscrizioni alla Bottega e tanto altro ancora. Forse non sarebbero neanche state più aperte quelle scatole chiuse ormai da anni. Quando ho avuto tra le mani quei fogli, un pò sgualciti dal tempo, era come se un pezzo di storia di Firenze prendesse nuovamente vita. Ho scoperto così che proprio grazie ad un'idea di Alfonso Spadoni, l'allora direttore della Pergola e con il consenso di Franco Camarlinghi, ex Assessore alla Cultura, (Pci), venne chiesto a Vittorio Gassman di creare a Firenze la Bottega dell'attore. Era il 1979, e da quell'inverno tutto prese vita. Le selezioni per l'Italia, il debutto dello spettacolo Fa male, il Teatro in cui venivano selezionati degli aspiranti allievi prima di ogni spettacolo e le tante speranze di buona riuscita, caratterizzarono il primo periodo della Bottega. Così, quando fu selezionato un numero sufficiente di allievi, iniziò il Corso preliminare, in cui grandi nomi dello spettacolo tennero delle lezioni per gli allievi presso il Saloncino della Pergola, la sede provvisoria della Bottega. Da non dimenticare il 'fermento' culturale e politico di Firenze in quegli anni: le grandi mostre medicee, la Rassegna dei Teatri Stabili, Kantor a Firenze, ma non solo questo. Nel 1980 l'Assessorato alla Cultura passò dal Pci al Psi, da quel momento i socialisti presero in mano ogni aspetto che riguardasse la Bottega di Gassman. Nel secondo capitolo invece viene trattato il periodo d'oro della Bottega, ossia gli anni che videro in via Santa Maria - in quello che oggi è il Saloncino Goldonetta - la sede definitiva della scuola. La convenzione col Comune di Firenze, unico vero finanziatore dell'attività e i costi di gestione sempre più elevati. Ed infine nel terzo capitolo, viene trattato il periodo più duro per le sorti della Bottega: la fase in cui la scuola, costretta a spostarsi in altre sedi, per via dei lavori di ristrutturazione in via Santa Maria, perde prima Gassman, (il quale si dimette dall'incarico di direttore per lasciarlo a Vittorio Esposito), per poi perdere anche la convenzione nel '92 col Comune di Firenze: eventi che porteranno la Bottega alla chiusura. Questa ricerca, naturalmente, merita di essere ampliata ancora di più, perché rappresenta la prima ricerca di ricostruzione delle vicenda della Bottega di Gassman. Spero che questa tesi sia anche un'occasione di riflessione sulle vicende politiche fiorentine di quel tempo, oltre che una ''semplice'' lettura. . 2

Diploma di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Martina Cipriani Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 589 click dal 11/05/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.