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Sicurezza del lavoro e partecipazione dei lavoratori

Il tema della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, e più in generale il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro è considerato da sempre un problema di indubbia importanza per ogni società democraticamente evoluta.
Tuttavia, è importante sottolineare che, anche se nel tempo si è ampliata e strutturata la capacità di intervento al problema sicurezza, la predisposizione data dal legislatore, all’organizzazione della sicurezza sul lavoro e sulle figure strutturali e funzionali che ne fanno parte, viene talvolta ad essere dispersiva e poco chiara, sia a livello aziendale, in merito alla gestione della prevenzione in materia di sicurezza, sia a livello amministrativo, in merito alle figure e alla disciplina degli organi ispettivi preposti dalla legge alla vigilanza in materia di lavoro e sicurezza.
L’art. 2087 c.c , intitolato, non a caso, “tutela delle condizioni di lavoro”, costituisce la norma chiave in materia di misure antinfortunistiche. Infatti, la dottrina e la giurisprudenza sono concordi nel rilevare che l’art. 2087 c.c pone a carico dell’imprenditore-datore, ma anche di tutti coloro che esercitano l’impresa avvalendosi di prestatori d’opera dipendenti, l’obbligo di adottare, in tutti i posti e in tutte le fasi del lavoro, le misure ritenute, anche alla luce delle risultanze tecniche, le più adeguate a garantire l’incolumità e l’integrità fisica del lavoratore.
Il quadro normativo in materia di sicurezza si completa successivamente con la legislazione degli anni ’70.
Ma l’innovazione, dopo un lungo periodo di silenzio, è data dall’emanazione del D. lgs. 19 settembre 1994 n. 626, che costituisce un arricchimento e un perfezionamento della normativa in materia.
Il legislatore degli anni ’90, recependo le direttive comunitarie ha voluto presentare, nell’imprimere questo nuovo assetto organizzativo della sicurezza sul lavoro, un nuovo modello organizzativo di gestione del rischio caratterizzandolo sia, attraverso l’introduzione di nuovi strumenti e nuove figure attive, e sia inserendo nuovi e più elastici principi di tutela totalmente innovativi rispetto al precedente assetto prevenzionale in materia di sicurezza sul lavoro.
Con il Testo Unico n. 81/2008 si è sottolineato il rafforzamento, nell’ambito delle figure del sistema di prevenzione, del ruolo del RLS, introducendo accanto alla più classica figura del RLS, un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) e di un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo (RLS-SP).

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13 CAPITOLO I L’EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA ITALIANA IN TEMA DI SICUREZZA SUL LAVORO

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Esther Di Laudo Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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