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Il diario di bordo: approccio qualitativo alla conoscenza di un contesto specifico

Il desiderio di scrivere la tesi sul diario di bordo è nato dopo l'esperienza del tirocinio formativo universitario presso un asilo nido. È solo grazie all'attività pratica che mi sono sentita per la prima volta nei panni dell'educatore-ricercatore: era faticoso e monotono annotare ogni giorno le attività svolte, ma nello stesso tempo era interessante e curioso vedere quante teorie apprese venivano involontariamente fuori nel tentativo di spiegare un evento osservato.
Non è stato un compito facile: trasmettere i propri pensieri, le proprie riflessioni in maniera oggettiva richiede un'accurata elaborazione da parte di chi scrive. Ho capito che per fare un buon lavoro bisogna immedesimarsi in una terza persona per raccontare le vicende vissute dall'esterno.
Da questa breve esperienza di stesura del diario di bordo ho ricavato molte “ricchezze”: bisogna essere più oggettivi possibile senza, quindi, dare i giudizi frettolosi, essere più ordinati nell'esprimere le proprie idee e, inoltre, bisogna sempre riflettere prima sulle cose da mettere per iscritto per non provare i rimorsi di coscienza per le conseguenze di ciò che hai (o non hai) esposto.
Con questo lavoro, dunque, voglio approfondire i concetti e le teorie che rendono efficace lo strumento qualitativo diario di bordo: le sue origini, le basi che compongono questo strumento, la sua applicazione nel campo educativo.

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Introduzione "Scrivere è uno dei sistemi più semplici e più profondi per fare chiarezza dentro di sé ” (Susanna Tamaro, scrittrice italiana) Il desiderio di scrivere la tesi sul diario di bordo è nato dopo l'esperienza del tirocinio formativo universitario presso un asilo nido. È solo grazie all'attività pratica che mi sono sentita per la prima volta nei panni dell'educatore-ricercatore: era faticoso e monotono annotare ogni giorno le attività svolte, ma nello stesso tempo era interessante e curioso vedere quante teorie apprese venivano involontariamente fuori nel tentativo di spiegare un evento osservato. Non è stato un compito facile: trasmettere i propri pensieri, le proprie riflessioni in maniera oggettiva richiede un'accurata elaborazione da parte di chi scrive. Ho capito che per fare un buon lavoro bisogna immedesimarsi in una terza persona per raccontare le vicende vissute dall'esterno. Da questa breve esperienza di stesura del diario di bordo ho ricavato molte “ricchezze”: bisogna essere più oggettivi possibile senza, quindi, dare i giudizi frettolosi, essere più ordinati nell'esprimere le proprie idee e, inoltre, bisogna sempre riflettere prima sulle cose da mettere per iscritto per non provare i rimorsi di coscienza per le conseguenze di ciò che hai (o non hai) esposto. Con questo lavoro, dunque, voglio approfondire i concetti e le teorie che rendono efficace lo strumento qualitativo diario di bordo: le sue origini, le basi che compongono questo strumento, la sua applicazione nel campo educativo. Purtroppo, nell'ambito universitario viene sottovalutato dagli studenti, ma anche da alcuni professori. Ritengo, invece, che la sua utilità per un futuro educatore è incontestabile: quale altro strumento, qualitativo o quantitativo che sia, è così facile da usare senza dover ricorrere ad altri mediatori? Il primo capitolo si pone l'obiettivo quello di spiegare e descrivere la situazione della ricerca sociale dalle sue origini fino ai giorni nostri. Infatti, l'analisi parte dalle origini della scienza, perché considerata l'unica detentrice del metodo rigoroso per effettuare le ricerche. Quindi, si parte dall'Illuminismo, l'Età dei Lumi per eccellenza perché è proprio con il metodo 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Svetlana Babenko Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 14598 click dal 16/05/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.