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Anoressia e adolescenza: il ruolo della madre nella costruzione dell'identità

L’acquisizione di una propria identità è un processo che dura anni e si costruisce attraverso la sperimentazione e l’identificazione in cui il ruolo della famiglia e non solo dei coetanei è fondamentale. I disagi legati a questa fase spesso si manifestano attraverso comportamenti estremi come l’anoressia, in cui il corpo diventa strumento per manifestare il proprio disagio psicologico e il cibo viene svuotato della sua funzione nutritiva per diventare oggetto di rifiuto espressione si tensioni e conflitti familiari. Il lavoro si divide in due capitoli in cui il primo capitolo si sofferma sui fattori che possono portare all’insorgenza del disturbo anoressico ponendo l’accento sul ruolo che la madre ha nella strutturazione dell’identità dell’adolescente anoressica, mentre il secondo capitolo esemplifica due diverse modalità di intervento terapeutico uno che segue l’approccio psicoanalitico rappresentato dalle cinque scansioni che caratterizzano un trattamento psicoanalitico, l’altro che segue l’approccio evolutivo è rappresentato invece dal bilancio evolutivo e da un particolare intervento terapeutico che coinvolge i genitori.

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1 INTRODUZIONE L’adolescenza è una fase critica della vita di un individuo che si interpone tra l’infanzia e la vita adulta. Cronologicamente, potrebbe essere collocata in un’età compresa tra i dodici e i ventidue anni, anche se in realtà non si sa quando l’adolescenza abbia fine. Questo è un periodo di sviluppo caratterizzato da una molteplicità di cambiamenti, che coinvolgono i giovani e la famiglia. L’adolescenza comporta sia un cambiamento corporeo dovuto all’irrompere della sessualità sia e una nuova definizione dell’identità in cui l’adolescente abbandona il concetto di sé costruito dai genitori per sostituirlo ad una considerazione di sé derivata dai giudizi dei coetanei, ove è importante l’aspetto fisico. L’acquisizione di una propria identità è un processo che dura anni e si costruisce attraverso la sperimentazione e l’identificazione in cui il ruolo della famiglia e non solo dei coetanei è fondamentale. I disagi legati a questa fase spesso si manifestano attraverso comportamenti estremi come l’anoressia, in cui il corpo diventa strumento per manifestare il proprio disagio psicologico e il cibo viene svuotato della sua funzione nutritiva per diventare oggetto di rifiuto espressione si tensioni e conflitti familiari. Negli ultimi anni il dibattito sui disturbi alimentari sta finalmente acquisendo importanza sul piano sociale, i programmi sociali si fanno portavoce di questo disagio e su internet migliaia sono i siti d’informazione. Purtroppo il mondo di internet è una lama a doppio taglio, se da una parte ci sono siti che mostrano corpi anoressici mettendo in guardia da questa malattia, dall’altra ci sono i cosiddetti siti “pro-ana” cioè a favore dell’anoressia. Essi rappresentano comunità virtuali che inneggiano a condotte alimentari assurde che fanno della magrezza un proprio stile di vita, “Magro è bello” questo è lo slogan che accomuna le giovani anoressiche. Il disturbo alimentare rappresenta dunque una vera e propria malattia, la prima causa di morte tra le malattie psichiatriche, basti considerare che dal suo esordio il tasso di mortalità e del 20%. La mia tesi vuole raccontare l’anoressia con occhi diversi, non come la malattia del conformismo, ma come un disturbo che nasconde un rifiuto del legame sociale e della cura, ma soprattutto un rifiuto dell’ Altro, un altro che spesso è rappresentato dalla madre. Il lavoro si divide in due capitoli in cui il primo capitolo si sofferma sui fattori che possono portare all’insorgenza del disturbo anoressico ponendo l’accento sul ruolo che la madre ha nella strutturazione dell’identità dell’adolescente anoressica, mentre il secondo capitolo esemplifica due diverse modalità di intervento terapeutico uno che segue l’approccio psicoanalitico rappresentato dalle cinque scansioni che caratterizzano un trattamento psicoanalitico, l’altro che segue l’approccio

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Valeria Buoncompagni Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2787 click dal 18/05/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.