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La legislazione elettorale politica del 1993: il procedimento di formazione

La ricostruzione del procedimento di formazione, in via referendaria e in via parlamentare, della legislazione elettorale politica del 1993 costituisce il tema di questo lavoro.
Esso può essere articolato in due parti. La prima riguarda la fase di discussione che ha avuto come sede in Parlamento la Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Istituita nel luglio 1992 e insediatasi nel settembre successivo, è in seno a questa che, ad attivazione già avvenuta per la seconda volta della procedura del referendum, è stato attivato il procedimento legislativo per fare la riforma elettorale. La seconda parte, conclusasi con un “insuccesso” la fase nella Bicamerale - giudizio questo tanto diffuso quanto attentamente da verificare - concerne la fase che, nelle Commissioni Affari costituzionali e nelle Assemblee delle due Camere, è seguita al voto referendario del 18 aprile 1993 fino al varo della riforma (le leggi 4 agosto 1993, n. 276 e 277).

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1 I. Introduzione La riforma elettorale “da tempo argomento di dibattito permanente. Discussa anche negli anni precedenti, da quando la più generale tematica delle cosiddette riforme istituzionali era divenuta “oggetto e strumento di lotta politica” 1 , la questione elettorale letteralmente “esplosa”, uscendo da ogni esercitazione accademica, nel triennio che va dall’iniziativa dei referendum al varo delle nuove regole per l’elezione del Parlamento, senza che ciò ponesse fine alla discussione sul tema. Una discussione lunga e intensa, e non conclusa, che, sia detto subito in principio, conferma l’importanza dei sistemi elettorali per le loro “conseguenze politiche”. I sistemi elettorali, ovvero, secondo la più comune definizione, i meccanismi di trasformazione dei voti in seggi (formule elettorali in senso stretto), contano, fanno la differenza, nei termini della scienza politica, in quanto <fattori causali produttivi di effetti> 2 . Detto in modo essenziale, “grandissima, sostanzialmente decisiva “ l’incidenza dei sistemi elettorali sui sistemi di partito” 3 ; “nel combinarsi col sistema partitico”, essi “influiscono in misura determinante sul funzionamento della forma di governo” 4 . Se no, se <<i sistemi elettorali producessero conseguenze di poco conto>>, e con tutte le note di cautela sull’ingegneria elettorale, “perchè” mai i politici ne farebbero 1 Fusaro 1993, p. 72. 2 Sartori 1990, p. 322. 3 Massari, O., Pasquino, G., Introduzione: per eleggere rappresentanti e governanti, in Massari-Pasquino 1994, p. 13. 4 Fusaro 1995, p. 8.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Stroppiana Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.