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Fernanda Pivano: l'America in Italia

Vita e incontri letterari della grande traduttrice italiana. Dall'infanzia agiata all'incontro con Cesare Pavese che le farà scoprire ed amare la letteratura americana. Dall'amicizia e frequentazione di Hemingway, Faulkner, Dos Passos, Bellow ecc. al suo rapporto con la Beat Generation al distacco dai minimalisti, al legame con gli scrittori degli anni Ottanta.
Attraverso le opere di taglio giornalistico di Fernanda Pivano si ripercorre non solo un viaggio oltreoceano ma anche un viaggio nel tempo. Dall'Italia fascista all'America maccartista agli anni della protesta all'opulento periodo reaganiano.
La tesi si conclude con una presentazione della ''Fondazione Pivano'' a Milano sorta grazie a Luciano Benetton.

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1 CAPITOLO I ALLE ORIGINI DELL’AMERICANISMO Il magistero di Cesare Pavese Fernanda Pivano nata a Genova nel 1917, si trasferì a Torino nel 1936 dove incontrò Cesare Pavese, “gentiluomo d’altri tempi” come lei stessa descrive, suo professore di italiano al liceo, ma soprattutto suo mèntore per tutta la vita. Nonostante Pavese l’avesse sempre giudicata con voti molto lusinghieri, nello scritto di maturità classica presso il Liceo D’Azeglio di Torino nel 1937 le viene assegnato un tre (assieme a Primo Levi, suo compagno di classe) da un commissario esterno di Brescia, un certo professor Pasero che la Pivano ricorda “con un grosso stemma fascista appuntato alla giacca” 1 . Dopo il confino, Pavese, privato dei diritti civili e quindi bandito dall’insegnamento nelle scuole pubbliche a causa del suo dichiarato antifascismo, privatamente diede lezioni di letteratura comparata alla Pivano. Ciò contribuì a rendere partecipe la giovane alunna dell’importanza della poesia e le fece conoscere alcuni poeti e narratori americani tra i quali quelli che egli stesso aveva tradotto: Sinclair Lewis, Herman Melville, Sherwood Anderson, John Dos Passos, Gertrude Stein, Daniel Defoe. D’estate alunna e professore si sedevano su una panchina di Corso Moncalieri (a Torino) dove le spiegava una poesia al giorno; non più di una “altrimenti, sosteneva Pavese, l’avrebbe dimenticata”. In quel periodo lo scrittore stava traducendo Faulkner e mostrava ad una Pivano, sempre 1 F. PIVANO, Viaggio americano, Milano, Bompiani, 1997, p. 393

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Bazzoni Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11865 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.