Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Fondazionalismo condizionato e infinitismo epistemico nel contesto del pensiero di Laurence BonJour

Ogni credenza che l'uomo possiede acquista valore solo se viene giustificata come vera. Le teorie tradizionali della giustificazione delle credenze empiriche tentano di raggiungere tale obiettivo in due modi: quello coerentista, che fa riferimento solo alla coerenza delle credenze tra loro; quello fondazionalista, che pretende di risalire a credenze di base ingiustificabili interrompendo il regresso epistemico investigativo. La mia tesi afferma al contrario il darsi di un regresso infinito, come nella teoria infinitista e nel fondazionalismo condizionato, in modo che la verità esiste ma il soggetto trova la sua giustificazione sempre in maniera condizionata rispetto al sistema di credenze che di volta in volta prende in considerazione.

Mostra/Nascondi contenuto.
CAPITOLO 1 I PRESUPPOSTI DI BONJOUR ALLA LUCE DEL PROBLEMA CARTESIANO Il presente studio intende affrontare l'analisi della giustificazione epistemica delle credenze empiriche. In primo luogo è necessario stabilire in cosa consista la giustificazione; in secondo luogo se sia possibile ottenerla; infine dovremo considerare quale sia il tipo di giustificazione appropriata, di genere fondazionalista, coerentista od altro. La struttura costitutiva dell'uomo esige la ricerca di una giustificazione per non abdicare al suo contenuto razionale. Il problema della giustificazione delle credenze sorge in quanto la giustificazione non è immediata né evidente ma ha bisogno di modelli di qualche genere per poter risalire a ragioni cogenti. In questo senso, la giustificazione è un mezzo per la verità che consente di giungere alla conoscenza vera e propria. La necessità della giustificazione trae dunque la sua origine da una questione venerabile, che è stata formulata in maniera definita e matura a partire da Cartesio. Il problema di cui Cartesio si fece interprete consiste nell'analisi dello scarto che esiste tra ciò che è e ciò che sembra. L'incongruenza tra essere ed apparire è il fatto che genera una sfiducia verso le apparenze 1 . In questo senso, il dubbio metodico che Cartesio mette in atto deriva dall'assunzione di questa sfiducia da parte di un'istanza scettica. La permanente possibilità di sbagliare presente nell'uomo viene generalizzata dallo scetticismo all’intero 1 Siamo in grado di riconoscere questo scarto ogni qualvolta riconsideriamo da altri punti di vista quello che inizialmente ci era parso diverso sotto un solo punto di vista. 6

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Filosofia

Autore: Gabriele Armetta Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 476 click dal 18/05/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.