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Fornire informazioni corrette sulla dialisi: tutte le strategie per indirizzare l'assistito verso una scelta condivisa

Lo scopo dei diversi trattamenti dialitici è quello di offrire, al paziente uremico, una possibilità di sopravvivenza quando il cosiddetto trattamento conservativo non è più sufficiente a controllare la condizione clinica. Questo trattamento permette, oltre che la rimozione delle molecole tossiche, il mantenimento dell'omeostasi idroelettrolitica, dell'equilibrio acido-base e del bilancio calcio-fosforo, un buon controllo del sistema cardiovascolare e dello stato nutrizionale.
Il trattamento dialitico si basa su due linee metodologiche fondamentali:
1. il trattamento emodialitico o dialisi extracorporea, che si avvale di un processo depurativo con membrane artificiali
2. il trattamento peritoneale, che utilizza come membrana dializzante la membrana peritoneale ed i capillari che la vascolarizzano.

Ognuno di questi due trattamenti sostitutivi presentano delle peculiarità e delle problematiche che verranno discusse nella tesi.
In particolare mi interessa approfondire la parte dell'educazione terapeutica di cui si fa carico prevalentemente l'infermiere -ma anche le altre figure dell'equipe sanitaria (nefrologo, assistente sociale, dietista)- il quale ha il compito di consapevolizzare il paziente nelle sue scelte che riguardano la salute.
La prima parte della tesi fornisce nozioni generali riguardanti l'anatomia e la fisiologia del rene e la descrizione di alcune patologie renali e in particolare dell'insufficienza renale cronica.
Nella seconda parte verranno discussi i due trattamenti sostitutivi, l'emodialisi e la dialisi peritoneale, diversi come approccio per il paziente, ma analoghi come principio di cura.
L'ultima parte riguarderà nello specifico l'educazione al paziente. Ho innanzitutto descritto il “metodo” che viene utilizzato per fornire informazioni utili all'assistito; le strategie che vengono adottate per far sì che siano le aspettative della persona, e non una “lezione in classe”, a dare le risposte riguardanti la salute.
Rendere il paziente attivo nel processo di cura è importantissimo, anche se può sembrar banale e scontato. Infatti la maggior parte delle persone afflitte da una patologia cronica, come l'insufficienza renale, devono essere motivate a curare ogni aspetto significativo che può portare a un miglioramento e prolungamento della vita: non basta essere malati per voler guarire!

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IV PREMESSA Nell'ambulatorio di Dialisi Peritoneale di Tolentino ho conosciuto un team formidabile. Da una discussione di un paziente con le infermiere del reparto -che riguardava la scelta del trattamento dialitico- ho potuto constatare la disponibilità, la professionalità e l'umanità necessarie nel trattare persone con una malattia cronica molto pericolosa per la vita, e cioè l'insufficienza renale cronica (IRC). Il paziente dializzato esprime l'esigenza di essere informato su tutto ciò che lo riguarda e quindi le qualità infermieristiche da possedere sono, oltre ad un'indiscutibile professionalità, il saper ascoltare, il saper informare, la competenza e l'affidabilità. In questo “ambiente”, molto si gioca sul rapporto umano, terreno difficoltoso e ad “alto rischio”, proprio per il clima di confidenza che si instaura a causa della protratta conoscenza e dei ripetuti contatti. L'infermiere mette in campo se stesso anche attraverso il controllo delle proprie reazioni ed emozioni, mettendo così in atto un'efficace alleanza terapeutica. Tutto questo è stato decisivo nello scegliere l'argomento della tesi di laurea: l'educazione e l'informazione del paziente devono essere due condizioni fondamentali per rendere consapevole e attivo l'assistito nella scelta del programma di cura con ricadute nello stile di vita.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Elisa Meo Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5354 click dal 19/05/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.