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Vasco Pratolini: ''Il ricordo crebbe dentro di me''. La Notte dell'Apocalisse tra storia, memoria e romanzo

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Garibaldi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Giancarlo Bertoncini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

Vasco Pratolini e le sue Cronache di poveri amanti.

Vediamo brevemente quali sono i motivi di questa lunga attesa, i fattori che poi hanno contribuito all’evoluzione stilistica di Pratolini, da una letteratura di memoria, dalla prosa lirica, strettamente autobiografica, ad una letteratura realistica, ben inscritta nella Storia.

Tre sono i principali fattori: una spinta storico-ideologica (la Resistenza, il marxismo), l’influenza del cinema e la lettura dei cronachisti medievali fiorentini.

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3 Introduzione Cronache di poveri amanti uscì nel 1947 presso Vallecchi Editore, Firenze. Tuttavia l’idea del romanzo risale per lo meno al 1940, quando Vasco Pratolini ne fa un primo accenno in una lettera indirizzata ad Alessandro Parronchi: «Ho mandato per “Incontro” un racconto abortito e nemmeno scritto; dovevano essere le ultime pagine delle Cronache che così mi mancano ancora» 1 . E due mesi dopo lo annuncia allo stesso editore Vallecchi in una lettera di ringraziamento per aver accettato la pubblicazione de Il tappeto verde: «Io vorrò restare fedele al credito che tu mi apri, e le Cronache dovranno testimoniarti che, forse anche sbagliando, non ti avrò deluso» 2 . Da un’altra lettera a Parronchi del 1945 la data si sposterebbe ancora più indietro, circa al 1937/38 («...e ci batto la testa da 7 anni...» 3 ), e ce lo conferma Pratolini stesso in un’intervista rilasciata a Mario Talli per «Paese-Sera» nel 1975: La prima idea del romanzo l’ebbi nel 1937, in piena guerra di Spagna, le settimane della battaglia di Santander... e in queste ore, manifestare contro il regime di Franco, e i suoi crimini recenti e antichi, significava risalire non soltanto a quel 1937 ma a quel 1925 e più indietro ancora, ripetersi come il fascismo si atteggi nel tempo in differenti maniere e come la sua faccia si scopra uguale...Averne avuta l’idea non volle dir nulla. Mi ci provai anche a scriverlo questo romanzo, e come per sfidare me stesso, feci in modo che ne venisse addirittura annunciato il titolo: “Cronache di poveri amanti” 4 . Ma non ci cavai le gambe. E non tanto per una censura interiore o perché temessi la vera censura. [...] Ma perché scarsi e molto intimisti erano allora i miei strumenti di espressione. 5 Il perché di questa lunga gestazione, quindi, è già in queste ultime parole. Ma Pratolini ne era consapevole fin dal principio. Sono molte le occasioni in cui parla all’amico Parronchi dell’intento di scrivere le Cronache che, per vari motivi di lavoro, familiari, di trasferimenti, è 1 V.Pratolini in Lettere a Sandro, a cura di A.Parronchi, Edizioni Polistampa, Firenze, 1992, Lettera N°26 del 10 ottobre 1940, p.30 2 Lettera di Vasco Pratolini del 4 dicembre 1940, pubblicata in Il mio cuore da Via de’ Magazzini a Ponte Milvio. Vasco Pratolini tra immagini e memorie, Catalogo a cura di M.C.Chiesi, Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura – Gabinetto G.P. Vieusseux, I Cataloghi del Vieusseux – 3, nuova serie, Firenze 1992, p.10 3 V.Pratolini in Lettere a Sandro, cit. p. 132 4 Nel restrospizio de Le amiche pubblicato da Vallecchi nel 1943 e addirittura già nel 1938 «Cronache di poveri amanti doveva essere il primo libro con cui esordire. La storia di un amore tra ragazzi del popolo: un amore sfortunato. Vallecchi annunciò il libro addirittura, nel 1938, 9 anni prima della sua pubblicazione» (V.Pratolini, Omaggio a via del Corno, «L’illustrazione Italiana», dicembre 1953, p.43) 5 V.Pratolini in La notte dell’apocalisse, a cura di M.Talli , «Paese Sera – Il nuovo corriere», 3 ottobre 1975, N° 168, p.5

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