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Colore e decoro nel progetto di restauro urbano post-sismico: il caso di Assisi

Informazioni tesi

  Autore: Samanta Patasce
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Giuseppe Alberto Centauro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 346

Ad oltre 10 anni dal sisma del 1997, la tesi ha l’obiettivo di capire come è stato elaborato il progetto di restauro urbano post-sismico di Assisi, quali aspetti sono stati affrontati e qual è stata l’immagine della città che ne è risultata, compresi gli elementi di dettaglio che costituiscono il decoro urbano, con uno sguardo attento alle tonalità cromatiche che connotano la città. In molte città, fra le quali anche Assisi, non esiste un codice del colore assoluto, ma una serie di codici tanto numerosi quanto sono gli edifici, ma nonostante questo il tema del colore degli edifici nelle zone urbane con caratteristiche storico-architettoniche di pregio è entrato a far parte del dibattito sulla città, legandosi alla salvaguardia dell’identità dei luoghi, alla tutela del linguaggio architettonico ed alla conservazione dei valori ambientali dell’edilizia storica. L’elaborato parte dall’analisi della trasformazione dell’immagine della città nel tempo ricorrendo all’iconografia storica, allo studio delle diverse tipologie di elementi architettonici e dei vari interventi realizzati, per una ricerca sui colori e sui materiali impiegati. Nel progetto di restauro urbano post-sisma nella maggior parte dei casi si ha un ripristino delle situazioni precedenti con il recupero dei materiali originari, compresi gli elementi accessori che contribuiscono all’arredo urbano, oltre che con la conservazione delle patine, necessaria per rallentare il degrado dei materiali ai quali fa da protezione, ma necessaria anche perché solo attraverso l’offuscamento del tempo la materia diventa viva.
Si cerca di arrivare a dettare delle prescrizioni generali, circa i caratteri formali, i materiali e le tecniche di esecuzione riferite agli elementi che caratterizzano i fabbricati della cittadina. L’obiettivo è una prima stesura di un Piano del Colore per Assisi, come strumento utile alla tutela delle peculiarità storiche e tradizionali delle facciate degli edifici di un insediamento. Il Piano regola il corretto svolgimento delle operazioni di coloritura, pulitura e restauro delle facciate, o di parte di esse, e di manufatti di arredo urbano nel territorio comunale, attraverso precise indicazioni sulla selezione delle tonalità applicabili, sulle tecniche di colorazione e sui materiali utilizzati, insiti nella tradizione del luogo. L’obiettivo ultimo, quindi, è il completamento formale del restauro post-sisma della città di Assisi, mediante la definizione di un Piano del Colore che tenda a garantire il più ampio rispetto degli elementi architettonici, dei colori e dei materiali costituenti le facciate e l’ambiente, riservando il cambiamento ai soli casi di evidente contrasto, senza alcuna preconcetta volontà correttiva o di ripristino, ma con una particolare attenzione ai materiali tradizionali utilizzati ed alla loro compatibilità con i preesistenti. Il Piano del Colore per Assisi è sicuramente di impostazione conservativa: sia nella fase di analisi che di progetto, un’attenzione particolare deve essere riservata alle stratificazioni, ai materiali ed alle tecniche tradizionali utilizzate e ancora leggibili sulle superfici. Il Piano tende ad una forma di ripristino critico, nella quale si attribuisce analogo ruolo di riferimento tanto alle cromie originali quanto alle situazioni consolidate nel tempo. L’obiettivo primario del Piano del Colore che si delinea attraverso questo lavoro è il recupero e la valorizzazione dell’immagine urbana. Caratteristica importante del Piano è che non si tratta di piano vincolistico, che agisce in modo ferreo, ma vuol essere un’attenta analisi delle condizioni conservative e dei fattori di degrado, con il fine di creare una nuova coscienza del decoro urbano. Anche la Tavolozza dei Colori a corredo del Piano ha valore orientativo per la corretta impostazione cromatica e tonale delle tinte: la cartella colori è lo strumento di progettazione da utilizzare fin dalla fase di valutazione preventiva degli effetti cromatici e tonali ottenibili, senza cercarne un’applicazione assoluta, per mantenere quella caratteristica di naturalezza che ha sempre individuato la trattazione del tema del colore urbano nella storia urbanistica di Assisi.

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11 PREFAZIONE Ad oltre dieci anni dal sisma che ha interessato la città di Assisi nell’ormai lontano 1997, la presente trattazione ha l’obiettivo di capire come è stato elaborato il progetto di restauro urbano post-sismico, quali aspetti sono stati affrontati con la dovuta scrupolosa precisione e qual è stata l’immagine della città che ne è risultata, compresi quei piccoli elementi di dettaglio che costituiscono il decoro urbano, con uno sguardo attento alle tonalità cromatiche che connotano la città. Infatti, il colore, come elemento storico-geografico proprio di ogni cultura architettonica, è stato l’elemento meno preso in considerazione da tutti coloro che si sono occupati di pianificazione e paesistica, mentre ogni elemento componente del paesaggio, urbano o territoriale, esiste con un colore che non ha una consistenza autonoma, ma che può servire a distinguere e sottolineare le diverse parti o elementi che formano l’insieme. Si può dire che il colore costituisce una specie di “codice aggiuntivo” volontario o involontario che facilita l’individuazione e specifica i vari elementi componenti l’insieme, quindi il colore deve essere considerato come un elemento integrante, un legame tra tutti gli elementi del paesaggio. In molte città, fra le quali anche Assisi, a questo codice silenzioso non viene sostituito attualmente un altro codice, ma una serie di codici tanto numerosi quanto sono gli edifici: ad un codice è stata sostituita di fatto la più totale deregulation , ma, nonostante questa tendenza, il tema del colore degli edifici nelle zone urbane con caratteristiche storiche ed architettoniche di pregio è entrato a far parte negli ultimi anni del dibattito sulla città, essendo molto legato al tema della salvaguardia e dell’identità dei luoghi, alla tutela del linguaggio architettonico ed alla conservazione dei valori ambientali appartenenti all’edilizia storica. L’elaborato parte, inevitabilmente, dall’analisi della trasformazione dell’immagine della città nel tempo, ricorrendo, a tale scopo, all’iconografia storica. I documenti d’archivio e quelli iconografici hanno avuto grande importanza in questa fase, in quanto hanno permesso di individuare materiali e/o lavorazioni oggi scomparsi, permettendo una più precisa ricostruzione storico-architettonica. Lo spartiacque viene individuato nell’evento sismico del 1997. Il terremoto trova Assisi in una condizione di staticità e rappresenta l’occasione per effettuare un recupero globale della città, sul piano architettonico, urbanistico, economico, culturale e sociale. Da qui deriva la grande importanza data all’evento in sé ed alla sua collocazione nella storia

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