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Stati Uniti e Cina: il mondo si gioca il futuro

Informazioni tesi

  Autore: Sara Moscaritolo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari
  Relatore: Pompeo Della Posta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

Il dollaro potrebbe perdere il suo status di valuta di riserva globale?
Nel corso dei prossimi anni sembra che ci sarà un forte calo del dollaro. Da metà ottobre il valore del dollaro è sceso di circa il 7% rispetto alle altre valute principali. Il dollaro ha perso un totale del 35% contro l’euro dall’inizio del 2002, ma è caduto da un più modesto 17% contro un paniere ampio di valute, tra cui lo yuan cinese, che è ancorato al biglietto verde.
I mercati sono stati scossi dal timore che le banche centrali estere potrebbero ridurre le proprie disponibilità di buoni del Tesoro americano. Infatti, i funzionari e le banche centrali di Russia e Indonesia hanno detto che le loro banche stavano prendendo in considerazione la riduzione della quota dei dollari nelle loro riserve. Ancora più allarmanti sono i rapporti che la banca centrale cinese, il secondo detentore più grande (dopo il Giappone) di riserve valutarie, potrebbe aver tagliato i suoi acquisti di buoni del tesoro americano.
Il dollaro è la valuta di riserva dominante da più di 60 anni. La quota del dollaro a livello mondiale di riserve valutarie è già scesa da 80% a metà degli anni ’70 a circa il 65% di oggi. La stessa domanda era stata posta negli anni ’90, ma la preminenza del dollaro è sopravvissuta. Ma non c’era alternativa al dollaro. Oggi l’euro esiste e potrebbe emergere come un rivale per il biglietto verde.
Dal 1960 il dollaro è sceso di circa due terzi nei confronti dell’euro e dello yen. L’area dell’euro, a differenza dell’America, è un creditore netto. Mai prima d’ora il paese della valuta di riserva principale del mondo è stato il suo più grande debitore netto. E un debitore può essere tentato di usare la svalutazione per ridurre il suo deficit esterno.
Inoltre, i governi asiatici acquistano i buoni del tesoro che finanziano il deficit americano al fine di mantenere le valute a buon mercato per sostenere la propria crescita trainata dalle esportazioni. A sua volta, gli acquisti dei buoni dell’Asia tengono premuti i tassi di interesse in America, e così sostenere la spesa dei consumatori e delle importazioni.
Oggi il sistema sta già iniziando a scricchiolare e alcune banche centrali asiatiche iniziano a preoccuparsi per il valore delle loro riserve in dollari. Per sostenere l’attuale regime, dovranno continuare a comprare sempre più dollari poiché il deficit delle partite correnti americano si allarga. Le banche centrali asiatiche sono già esposte a enormi perdite potenziali in termini di valuta locale e dovrebbero apprezzare la loro valuta rispetto al dollaro. Sarebbe prudente per loro diversificare le loro riserve, ma ciò potrebbe far crollare il dollaro.
Quanto meno il dollaro scende rispetto alle valute dei mercati emergenti, come lo yuan cinese, tanto più è probabile un calo nei confronti dell’euro. La Cina rappresenta un quarto del deficit commerciale totale degli Stati Uniti. Lo yuan sarà presto rivalutato rispetto al dollaro.
In ogni caso, il disavanzo delle partite correnti, non può essere corretto solo con un calo del dollaro: il risparmio interno ha anche bisogno di crescere. Il modo migliore sarebbe che il governo riducesse il suo deficit di bilancio.

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3 CAPITOLO 1 IL DOLLARO COME VALUTA INTERNAZIONALE DI RIFERIMENTO 1.1 COSA E’ UN SISTEMA MONETARIO INTERNAZIONALE? Un sistema monetario internazionale consiste nell’insieme delle regole, abitudini, strumenti, strutture e organismi che intervengono nell’esecuzione dei pagamenti internazionali. I sistemi monetari internazionali possono essere classificati a seconda del modo nel quale i tassi di cambio vengono determinati ovvero secondo il tipo di attività utilizzata come riserva internazionale. Tra i diversi tipi di sistemi dei cambi possiamo trovare un sistema di cambi fissi con banda di fluttuazione ristretta intorno a una parità centrale, un sistema di cambi fissi con banda di fluttuazione ampia, un sistema a parità aggiustabili, a parità striscianti, un sistema con fluttuazioni controllate o un sistema di tassi di cambio liberamente fluttuanti. Tra i diversi sistemi di riserve internazionali, vi è il gold standard (con l’oro quale unica attività di riserva internazionale), sistemi puramente fiduciari (quali un sistema puro di dollar standard o di exchange standard privi di qualunque connessione con l’oro) o il gold-exchange standard (una combinazione dei primi due). Le varie classificazioni si combinano in diversi modi. Per esempio, il gold standard è un sistema di tassi di cambio fissi, ma si può avere un sistema di cambi fissi senza alcuna connessione con l’oro, con riserve internazionali costituite da qualche valuta nazionale, come il dollaro non più ancorato all’oro. Analogamente, si può avere un sistema di parità aggiustabili o di fluttuazioni controllate, in cui le riserve siano formate da oro e valute internazionali oppure solamente da valute internazionali. In un sistema di tassi di cambio perfettamente fluttuanti non vi è in linea di principio alcun bisogno di riserve perché i tassi di cambio variano automaticamente e istantaneamente per aggiustare gli squilibri della bilancia dei pagamenti man mano che questi si verificano. Un buon sistema monetario internazionale massimizza il flusso degli scambi e degli investimenti internazionali e porta a una ridistribuzione “equa” dei vantaggi

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