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La responsabilità della struttura sanitaria pubblica e privata in Italia e in Francia. Cenni di comparazione.

Alla luce dei temi affrontati nelle recenti sentenze di Cassazione, la tesi tratta gli obblighi e la qualificazione giuridica della responsabilità della struttura sanitaria nei confronti del paziente.

Già nella prima metà del XX secolo si è inquadrato in termini contrattuali il rapporto fra paziente e struttura sanitaria: il ricorso alla responsabilità contrattuale per l’inosservanza di un obbligo di fonte negoziale o legale però, consisteva in un mero riflesso della responsabilità del singolo sanitario.

Con il codice civile del 1942 tale responsabilità ha trovato un espresso inquadramento normativo nella disciplina del contratto d’opera intellettuale con tutti i limiti connessi alla personalità della prestazione e a quelli derivanti dall’art. 2236 c.c., tradizionalmente interpretato quale disposizione limitativa della responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave. Negli ultimi anni il problema è stato affrontato in una nuova dimensione, cioè quella della responsabilità della struttura sanitaria in un’accentuata prospettiva di tipo organizzativo ed aziendale, dove le prestazioni sono rese da una pluralità di soggetti dotati delle più diverse qualifiche. L’inquadramento del rapporto paziente – struttura sanitaria nell’ambito contrattuale valorizza la complessità e l’atipicità del legame che fra essi si instaura: tale rapporto infatti, va ben oltre la fornitura di prestazioni alberghiere, comprendendo anche la messa a disposizione di personale medico, ausiliario, paramedico, l’apprestamento di medicinali e di tutte le attrezzature necessarie anche per eventuali complicazioni.

E’ perciò configurabile una responsabilità autonoma e diretta della casa di cura ove il danno subito dal paziente risulti causalmente riconducibile ad una inadempienza delle obbligazione ad essa facenti carico. Con la stipulazione del contratto di spedalità, la struttura sanitaria assume quindi l’obbligo di assicurare al paziente la prestazione medica, verso corrispettivo (pagato dal paziente, dalla sua assicurazione o dallo Stato), ma essa deve anche assicurare tutte le prestazioni strumentali alle obbligazioni principali di cura e intervento (tra cui gli obblighi di ricovero, di prestazioni infermieristiche, di ristorazione, e, più in generale, l’obbligo, di informazione, di sorveglianza sul decorso della malattia, di attenta vigilanza nella fase postoperatoria, di buona organizzazione della struttura sanitaria) c.d. di sicurezza e/o protezione, con funzione di salvaguardia del diritto costituzionalmente riconosciuto della salute dei pazienti.

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INTRODUZIONE Perchè scrivere ancora sulla responsabilità della struttura sanitaria? L’idea di una tesi sulla responsabilità sanitaria è mossa da esperienze personali di chi scrive e dall’importanza che questo tema ha nella società odierna: la tutela del “malato” è oggigiorno “di moda”, ma non per questo è sempre piena ed efficace. Il proliferare di azioni giudiziarie a carico dei sanitari e delle strutture sanitarie in cui i essi lavorano, ha spinto dottrina e giurisprudenza ad occuparsi più approfonditamente del problema apportando, ormai da una trentina d’anni, significative innovazioni in materia. La salute è un diritto soggettivo: secondo l’art. 32 Cost., essa è un fondamentale diritto dell’individuo la cui tutela è affidata alla Repubblica nel senso di una pluralità di soggetti tanto ampia quanto indistinta: << la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti >>. L’Assemblea Costituente del 1946-48 giunse ad affermare una tutela forte della salute, quale diritto della persona alla base dell’esplicazione di ogni attività umana nella sfera morale, intellettuale ed economica: la salute non è solo assenza di malattia o di infermità, ma consiste in uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. [ I ] I M. RUOTOLO, Il diritto alla salute della persona reclusa. Diritti dei detenuti e Costituzione, Giappichelli, 2002, Pen. 00 0000424, pag. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefania Montemurro Contatta »

Composta da 338 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2002 click dal 06/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.