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Autovalutazione dell’ansia in compiti di orientamento spaziale e nell’uso del web: relazioni con il genere e l’età

Informazioni tesi

  Autore: Alice Carella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Teresa Gloria Scalisi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

In questo lavoro si intende presentare una ricerca sull’autovalutazione dell’ansia in compiti di orientamento spaziale in ambienti reali e ansia nell’uso del web, con l’obiettivo di studiare la relazione tra le seguenti variabili: ansia, genere ed età. A tale scopo sono stati somministrati due questionari a 30 soggetti, a cui sono stati aggiunti quelli di altri tesisti, per un totale di 91 soggetti. I questionari utilizzati sono: l’ISOS (inventario di situazioni sull’orientamento nello spazio – T.G. Scalisi, A. Bosco) per quanto riguarda ”l’orientamento spaziale” e un questionario sul PC (T.G. Scalisi, R. Carrieri), per quanto riguarda “l’uso del computer”.

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CAPITOLO I 1.1. PREMESSA In questo lavoro si intende presentare una ricerca sull’autovalutazione dell’ansia in compiti di orientamento spaziale in ambienti reali e ansia nell’uso del web, con l’obiettivo di studiare la relazione tra le seguenti variabili: ansia, genere ed età. A tale scopo sono stati somministrati due questionari a 30 soggetti, a cui sono stati aggiunti quelli di altri tesisti, per un totale di 91 soggetti. I questionari utilizzati sono: l’ISOS (inventario di situazioni sull’orientamento nello spazio – T.G. Scalisi, A. Bosco) per quanto riguarda ”l’orientamento spaziale” e un questionario sul PC (T.G. Scalisi, R. Carrieri), per quanto riguarda “l’uso del computer”. 1.2. L’ANSIA NEI COMPITI DI ORIENTAMENTO SPAZIALE Gli studi sulle abilità spaziali hanno evidenziato varie e numerose differenze di genere nell’area della cognizione (Halpern, 2000; Linn & Petersen, 1985, 1986; in Lawton & Kallai, 2002). Alcune ricerche si sono recentemente interessate a capire se tali differenze di genere nelle abilità spaziali hanno delle implicazioni sul comportamento nel mondo reale, come ad esempio riuscire a trovare una strada nell’ambiente fisico. Una possibile causa dell’esistenza di tali diversità, è che donne e uomini hanno un diverso “senso dell’orientamento”: le donne tendono a riportare maggiori livelli di ansia rispetto agli uomini in compiti, come ad esempio, trovare la via più breve senza l’aiuto di una mappa (Lawton, 1994, 1996; in Lawton & Kallai, 2002). Un fattore che può incidere su queste differenze di genere è “l’ esperienza nel perdersi”. Molte ricerche hanno infatti messo in evidenza che le ragazze, nella loro fanciullezza e adolescenza, hanno avuto meno possibilità di esplorare l’ambiente aperto rispetto ai ragazzi: questi ultimi possono uscire di casa e stare nel loro quartiere più di quanto fanno le ragazze (Anderson & Tindall, 1972; Hart, 1979; Herman, Heins & Cohen, 1987; Matthews, 1986; Webley, 1981; in Lawton, Kallai, 2002) e mostrano meno piacere ad essere accompagnati dagli adulti quando devono visitare posti all’aperto come ad esempio il cinema o il parco (Medrich, Roizen, Rubin & Buckley, 1982; Newson & Newson, 1987; in Lawton, Kallai, 2002). Dunque, una maggiore esperienza adolescenziale nell’esplorazione di ambienti sconosciuti, porta i maschi a sentirsi più a loro agio

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