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Tumori dell'asse ipotalamico-ipofisario e la loro influenza sulla fertilità

Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Fiori
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Giancarlo Poina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 35

Le alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisario-gonadico,causate da neoplasie ipofisarie, determinano modificazioni della secrezione delle gonadotropine. Gli adenomi ipofisari, vengono di solito classificati in base alle dimensioni e al tipo di secreto.
Studi recenti (2003), condotti su topi e su scimmie, hanno rilevato il ruolo fondamentale della kissipeptina (espressa da Kiss1) nella modulazione del feedback e del rilascio delle gonadotropine (LH e FSH); vista la sua funzione, si sta tentando di impiegare la kisspeptina nella produzioni di nuovi contraccettivi.
In tale elaborato ho preso in considerazione 2 neoplasie ,che determinano uno stato di ipogonadismo: i Leiomiomi (tumori uterini) e i prolattinomi (adenomi ipofisari). Entrambi influiscono sulla fertilità. Nei leiomiomi si ha una condizione iperestrogenica, mediata dal GnRH, come nell’utero normale, quindi alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisario-gonadico possono ritenersi una causa dell’insorgenza di tale patologia. Invece, i prolattinomi (PRL),che si originano dal lato anteriore dell’ipofisi, sono caratterizzati dalla produzione di prolattina fino a iperprolattinemia (ormone polipeptidico di 199 aminoacidi, prodotto dalle cellule lattotrope dell’ipofisi anteriore che ne costituiscono il 20%).
Sede di origine è la sella turcica e successivamente andrà ad interessare sedi limitrofre: chiasma ottico, nervi ottici, regione ipotalamica e in particolare il pavimento del “III ventricolo”; seni cavernosi e superficie mediale dei lati temporali. I sintomi di tali patologie sono: infertilità e ipogonadismo, riduzione della vista e galattorrea, per quanto concerne la PRL; invece nei fibromi i sintomi sono: dolori e raramente infertilità, dovuta a ostruzione meccanica o deformazione. L’ambiente all’interno dei leiomiomi è iperestrogenico. La concentrazione di estradiolo è aumentata e i leiomiomi contengono più recettori per l’estrogeno. Il trattamento con RU486, antagonista del progesterone, è associato a una riduzione delle dimensioni dei leiomiomi. Gli effetti degli estrogeni e dei progestinici sui leiomiomi è mediato dai "growth facto", come nell’utero normale. I recettori per l’EGF sono presenti nei leiomiomi e il trattamento con gli agonisti del GnRH (ipogonadismo) va a diminuire la concentrazione di EGF nei miomi. L’IGF-I ,L’IGF-II e i loro recettori si riscontrano con maggiore abbondanza nel miometrio e vengono attivamente espressi nei leiomiomi.
La breve emivita del GnRH è dovuta alla scissione tra gli aminoacidi 5-6, 6-7 e 9-10. Cambiando gli aminoacidi che si trovano in queste posizioni, si possono sintetizzare gli analoghi del GnRH con proprietà diverse. La sostituzione degli aminoacidi dalla posizionre 6 o il ricollocamento della glicina-amide C-terminale, che inibisce la degradazione, produce gli agonisti. I GnRH antagonisti vengono sintetizzati mediante molteplici sostituzioni di aminoacidi.
La prolattinemia è trattata con una dopamina-agonista: bromocriptina. Per i leiomiomi si utilizzano, come analoghi del GnRH, gli GnRH antagonisti: ganirelix, cetrorelix.
Ad oggi, si stanno impiegando gli analoghi del GnRH per il trattamento dell’infertilità e nei protocolli delle tecniche di riproduzione assistita.

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5 Fig. 1: Ipotalamo endocrino 2. Ipotalamo endocrino Dal punto di vista anatomico, la regione ipotalamica ( Fig.1 ) è limitata anteriormente da un piano, che interseca il margine anteriore del chiasma ottico e posteriormente da un piano, che passa dietro i corpi mammillari. Meno facili da identificare sono i limiti laterali, che possono essere rappresentati dal tratto ottico, dalla capsula interna, dal globo pallido e dall’ansa peduncolaris. Superiormente l’ipotalamo non si estende al di sopra della lamina terminale della commessura anteriore. La ristretta zona dell’ipotalamo basale, immediatamente sottostante al pavimento del III

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tumori ipotalamo

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