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Sicurezza delle macchine alla luce della nuova direttiva 2006/42/CE recepita con il D.LGS. 27/01/2010 N. 17. Non conformità, responsabilità, vigilanza e controllo

Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Tosatti
  Tipo: Tesi di Master
Master in Prevenzione dei Rischi e Gestione della Sicurezza del Lavoro. Safety Management I
Anno: 2011
Docente/Relatore: Davide Ferrari
Istituito da: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

Le macchine e le attrezzature di lavoro immesse sul mercato devono risultare conformi a requisiti di sicurezza. Si intersecano in questo ambito le direttive comunitarie di prodotto e di sicurezza nei luoghi di lavoro. La tesi illustra le novità introdotte dall'ultimo aggiornamento normativo (Nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE) attuato in Italia con D.Lgs.17/2010, le modalità di certificazione, i chiarimenti sul concetto di valutazione dei rischi, le autorità deputate al controllo (MSE e MLPS), i soggetti che esercitano la vigilanza (ASL, DPL...) e le loro modalità operative, i profili sanzionatori amministrativi e penali a carico del fabbricante e dell'utilizzatore. Per approfondire quest'ultimo aspetto è stato analizzato un caso di non conformità innescato da un infortunio sul lavoro realmente accaduto, che ha coinvolto le Procure di Firenze e di Modena, i Servizi di Prevenzione delle ASL competenti, il costruttore dell'impianto e la ditta che ha acquistato il medesimo.

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Safety Management I Pagina 1 INTRODUZIONE Individuando nell’utilizzo delle macchine una delle principali cause di infortuni sul lavoro, il legislatore italiano ha ritenuto opportuno e necessario emanare una normativa specifica sin dall’anno 1955 mediante il D.P.R. n. 547 “norme generali per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”. All’epoca si trattava di una normativa all’avanguardia in campo internazionale, tanto era dettagliata l’analisi dei fattori di rischio connessi con l’utilizzo delle macchine. Oltre a disposizioni di carattere generale, infatti, il decreto prendeva in esame particolari famiglie di macchine individuando, per ciascuna di esse, precise disposizioni che gli utilizzatori erano chiamati a rispettare. Le norme contenute nel Decreto hanno avuto efficacia per circa 50 anni, sino all’entrata in vigore dei provvedimenti di matrice comunitaria. In particolare il D.Lgs. 19 Settembre 1994, n. 626 ha introdotto modifiche ed integrazioni al D.P.R. n. 547 senza tuttavia stravolgerne la ratio. La vera “rivoluzione” in tema di sicurezza delle macchine è introdotta dal D.P.R. 24 Luglio 1996, n. 459, entrato in vigore il 21 Settembre 1996, di recepimento della Direttiva 1 98/37/CEE (Direttiva Macchine), come modificata dalla direttiva 89/392/CEE. La marcatura CE e la dichiarazione di conformità costituiscono un nuovo approccio riguardo alla problematica della sicurezza delle macchine individuando nel costruttore precise responsabilità in merito alla loro sicurezza intrinseca. La Direttiva ha anche contribuito a razionalizzare condizioni di sicurezza delle macchine in tutti gli Stati membri uniformando le attrezzature di nuova costruzione attraverso l’introduzione dei Requisiti Essenziali di Sicurezza (RES). Tale approccio non libera l’utilizzatore da responsabilità riguardanti non solo il corretto utilizzo delle macchine ma anche la verifica sull’effettiva rispondenza delle macchine ai RES. Il costruttore non si sostituisce, pertanto, alle responsabilità dell’utilizzatore nel caso di sottoscrizione di dichiarazioni di conformità mendaci. 1 La “direttiva” è un atto del Parlamento europeo congiuntamente con il Consiglio e la Commissione rivolto a uno o piø Stati membri; «la direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi», ovvero, perchØ una direttiva si applicabile in uno Stato membro, necessita di un esplicito atto di recepimento nell’ambito dell’ordinamento legislativo nazionale. La direttiva è obbligatoria in tutti i suoi elementi, proprio come i regolamenti, ma lascia spazio all’iniziativa legislativa di ogni Stato cui è diretta: pertanto, sono obbligatori il principio e il fine fissato in ambito comunitario, ma poi lo Stato ha la facoltà di disciplinarla materia obbligata dalla Comunità coi mezzi che ritiene piø idonei (obbligo di risultato). Il “regolamento”, invece, è un atto di portata generale diretto a tutti gli Stati membri ed è direttamente applicabile in ognuno di essi senza bisogno di nessun atto di recepimento.

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Parole chiave

non conformità
fabbricante
quasi-macchine
immissione sul mercato
d.lgs 17/2010
responsabilità
sicurezza macchine
attrezzature di lavoro
sorveglianza mercato
certificazione
marcatura ce
d.lgs 81/2008
vigilanza
direttiva macchine
valutazione dei rischi
asl
utilizzatore
rischio
fascicolo tecnico
infortunio
manuale d'uso
costruttore

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