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Lo sviluppo della banca islamica nei sistemi finanziari convenzionali

Nell’ultimo decennio gli istituti islamici hanno cominciato a diffondersi anche nei Paesi occidentali, con l’obiettivo di servire la popolazione musulmana immigrata o di intercettare l’enorme surplus di liquidità che i Paesi mediorientali hanno accumulato grazie al petrolio. I maggiori sviluppi si sono visti in Gran Bretagna, che è ormai diventata un importante centro a livello mondiale.
Il presente lavoro verte appunto sul panorama bancario sharia compliant inglese:
soffermandoci sull’analisi delle cinque banche indipendenti fondate nel Regno Unito si vogliono esaminare le opportunità e i limiti dell’inserimento di istituti islamici nel sistema finanziario convenzionale.
Nel primo capitolo si introdurranno i principi e i metodi alla base dell’economia e della finanza islamica, fornendo anche una demistificazione degli equivoci più frequenti che si sono creati negli anni.
Il secondo capitolo esaminerà i principali contratti commerciali conformi alla sharia,
considerandone l’applicazione nell’ambito della struttura bancaria di raccolta e impiego. Seguirà poi un’analisi delle peculiarità del modello islamico, accompagnata da eventuali raffronti con quello convenzionale. In particolare, ci si soffermerà sui temi dei rischi, della regolamentazione e della vigilanza, sugli studi di efficienza operativa e sulle similarità con la finanza etica.
Nel terzo capitolo si vedrà come, da fenomeno di nicchia, la finanza islamica si stia
diffondendo a livello mondiale. Dopo di che si entrerà più nel dettaglio, fornendo una panoramica sullo stato attuale e sulle prospettive del settore nei principali Paesi occidentali, dall’Europa all’Australia, passando per il Nord America e la Russia.
Il quarto capitolo, il fulcro del lavoro, tratterà dei cinque istituti islamici non dipendenti da gruppi bancari convenzionali. Per ognuno, l’approfondimento riguarderà la compagine societaria e i prodotti e i servizi offerti, per poi passare all’esame dell’andamento, basandosi sull’analisi dei dati di bilancio e sulle notizie disponibili. Verranno poi tratte le dovute conclusioni generali, costituenti un benchmark per ogni Paese occidentale interessato a sviluppare un sistema bancario islamico accanto al convenzionale.
Infine nel quinto capitolo si guarderà alla situazione dell’Italia. Il nostro Paese non ha ancora affrontato in termini operativi la questione, anche se avrebbe le caratteristiche necessarie e tutto l’interesse ad accogliere le banche islamiche nel proprio sistema finanziario.

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7 Introduzione Proibizione dell’interesse, della speculazione e dell ’eccessiva incertezza, nonché obbligo di devolvere una parte del surplus di ricchezza affinché questa non si concentri nelle mani di pochi. Sono i quattro principi alla base della finan za islamica, modello orientato al profitto, ma caratterizzato da una forte cultura di responsabil ità sociale e da uno stretto legame con l’economia reale. Sono tutte caratteristiche che ma ncano all’attuale sistema finanziario convenzionale, il cui fallimento nella realizzazion e di condizioni di equità e giustizia sociale ed economica è stato messo bene in evidenza dalla cr isi globale. Quest’ultima ha riportato in auge il tema dell’etica nell’agire economico, co sì che è aumentato l’interesse per l’industria finanziaria islamica. Il settore costituisc e appena l’1% del sistema mondiale, ma allo stesso tempo ne rappresenta la realtà più dinamica , con un tasso di crescita quattro volte superiore alla finanza convenzionale. Così nell ’ultimo decennio gli istituti islamici hanno cominciato a diffondersi anche nei Paesi occid entali, con l’obiettivo di servire la popolazione musulmana immigrata o di intercettare l’ enorme surplus di liquidità che i Paesi mediorientali hanno accumulato grazie al petrolio. I maggiori sviluppi si sono visti in Gran Bretagna, che è ormai diventata un importante centr o a livello mondiale. Il presente lavoro verte appunto sul panorama bancari o sharia compliant inglese: soffermandoci sull’analisi delle cinque banche indipe ndenti fondate nel Regno Unito si vogliono esaminare le opportunità e i limiti dell’in serimento di istituti islamici nel sistema finanziario convenzionale. Nel primo capitolo si introdurranno i principi e i metodi alla base dell’economia e della finanza islamica, fornendo anche una demistificazion e degli equivoci più frequenti che si sono creati negli anni. Il secondo capitolo esaminerà i principali contratti commerciali conformi alla sharia, considerandone l’applicazione nell’ambito della strut tura bancaria di raccolta e impiego. Seguirà poi un’analisi delle peculiarità del modell o islamico, accompagnata da eventuali raffronti con quello convenzionale. In particolare, ci si soffermerà sui temi dei rischi, della regolamentazione e della vigilanza, sugli studi di ef ficienza operativa e sulle similarità con la finanza etica.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative

Autore: Andrea Calabrò Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1885 click dal 03/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.