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Dalla pagina allo schermo: analisi linguistica de "La romana" di Alberto Moravia e delle sue trasposizioni cinematografiche

La tesi parte dalla descrizione e dall'analisi della situazione linguistica italiana nel Novecento, in particolare notando l'influenza che i mezzi di comunicazione hanno avuto sulla diffusione della lingua nazionale. Passando per la descrizione della varietà diamesica, della lingua del cinema e della lingua letteraria del Novecento, ho descritto le caratteristiche e le difficoltà linguistiche che si incontrano negli adattamenti cinematografici di un'opera letteraria. Infine ho analizzato dal punto di vista linguistico alcuni brani del romanzo moraviano, confrontandoli con le rispettive trasposizioni cinematografiche.

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1 Introduzione: L‟argomento di questa tesi, il confronto linguistico tra La romana di Alberto Moravia e le versioni filmiche che ne sono state tratte, nasce dalla volontà di conciliare l‟interesse per la linguistica italiana (in particolare per l‟italiano contemporaneo), quello per la letteratura (Moravia, intellettuale antifascista, romanziere, narratore, giornalista, critico, sceneggiatore e soggettista, tra i primi ad esplorare, nelle sue opere, i temi della sessualità moderna, dell‟alienazione sociale e dell‟esistenzialismo, è uno dei più importanti scrittori del Novecento) e quello per la lingua dei mezzi di comunicazione di massa, nello specifico il cinema, una forma d‟arte che ha saputo unire parole, musica e immagini in movimento, entrando a pieno titolo nell‟immaginario collettivo come la decima musa. Affrontare l‟analisi linguistica della trasposizione cinematografica di un romanzo ha significato toccare diverse questioni: dalla diffusione dell‟italiano nella società novecentesca alla variazione diamesica, dalle caratteristiche del linguaggio cinematografico al problema della trasposizione cinematografica di un‟opera letteraria. Anzitutto, essendo stato Alberto Moravia uno scrittore che operò nel corso di quasi tutto il Novecento, dal ‟29, anno del suo primo romanzo (Gli indifferenti), fino quasi al 1990, anno della sua morte, mi è sembrato opportuno trattare inizialmente della diffusione che la lingua italiana conobbe nel corso di tale secolo. Vediamo, così, come negli anni dell‟unificazione politica la realtà linguistica si presentasse dominata dall‟uso dei dialetti, soprattutto a causa del fatto che la maggior parte della popolazione, essendo analfabeta e non frequentando la scuola, non aveva la possibilità di venire in contatto con la lingua italiana scritta, né tantomeno con quella orale.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Martina Menghi Contatta »

Composta da 333 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.