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Vittorio Emanuele III e Mussolini: una diarchia tra apparenti successi e contrasti nascosti. La questione balcanica.

L’obiettivo principale di questa tesi di laurea è l’analisi, di taglio storico-istituzionale, del complesso rapporto instauratosi tra Benito Mussolini e Vittorio Emanuele III, con specifica attenzione ai contrasti, più o meno latenti, fra i due poli del sistema.

La trattazione ha richiesto, oltre ai riferimenti bibliografici riportati nell’apparato delle note e alla fine del lavoro, la consultazione di materiali d’archivio: in particolare, sono state condotte ricerche presso l’Archivio Centrale dello Stato, presso l’Archivio storico del Senato e quello della Camera dei deputati, e presso l’Archivio del Ministero Affari Esteri (per ogni riferimento specifico si rinvia all’impianto di note a piè di pagina).

Ho articolato il lavoro in due parti: la prima prende in esame il processo di legittimazione istituzionale di tale assetto diarchico, con esplicito riferimento alla legge sulle attribuzioni e prerogative del capo del governo (1925) e all’istituzione del Gran Consiglio del fascismo (1928); la seconda parte è invece dedicata al dispiegarsi delle dinamiche diarchiche nella politica estera, con specifica attenzione ai casi dell’Albania e della Croazia.

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4 Introduzione Il ruolo della Corona durante il ventennio fascista è ben incarnato dalla formula con la quale è ormai uso definire il sistema di governo venutosi a costituire in quel torno di tempo: diarchia. L’Italia fascista è stata l’unico Paese totalitario che abbia vissuto, per oltre vent’anni, in un regime di sostanziale “comando a due teste” fra Sua Maestà Vittorio Emanuele III e il capo del governo Benito Mussolini. E, in considerazione di come andò a finire (Vittorio Emanuele III che il 25 luglio del 1943 fa arrestare Benito Mussolini “sfiduciato” dal Gran Consiglio e lo rimpiazza con Pietro Badoglio), ha costituito un caso di tirannide molto anomalo, dove uno dei due diarchi, il re, è stato in grado di portare a compimento una congiura ai danni dell’altro, il dittatore. È evidente che, se la Corona riuscì ad individuare lo spazio in cui ordire quella trama cospirativa, fu anche per l’andamento della guerra (gli Alleati erano sbarcati in Sicilia in quello stesso luglio). Ma è altrettanto evidente che uno spazio del genere non si crea da un giorno all’altro e che, dunque, negli anni che intercorsero tra la marcia su Roma (ottobre 1922) e la

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Violetto Gorrasi Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.