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Due realtà del turismo nautico siciliano a confronto: il ''Porto dell'Etna'' e il ''Marina di Portorosa''

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Morabito
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Antonino Greco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

La navigazione da diporto, nell’ ultimo decennio, costituisce un settore in espansione dal punto di vista turistico e ricreativo, con risvolti positivi per l’ economia e l’ occupazione, non ostante l’ inadeguatezza delle strutture portuali. La nautica da diporto è diventata una delle principali componenti del comparto turistico delle zone costiere del Mediterraneo, agevolata da un clima mite e dalla bellezza della diversità morfologica dei vari litorali, associate al patrimonio artistico, storico e culturale che caratterizza i paesi mediterranei. Detto ciò è difficile dubitare sull’importanza che lo sviluppo del turismo nautico potrebbe avere per il Meridione e la Sicilia. Eppure, sotto gli occhi di tutti, rimane il notevole empasse in cui versa il settore. Tutto si è detto, ma anche il suo contrario, sull’argomento, che risulta difficile, al pari di tante altre realtà nelle quali i problemi tecnici si accompagnano a quelli economici, politici ed umani, in un contesto sociale, che è il risultato di mille esperienze passate, in un’area geografica dove mille popoli si sono alternati
Non dimentichiamo che le normative in vigore non sono chiare, e che solo la "Legge quadro" afferma sommariamente che anche il turismo nautico è "turismo". Tale assunto viene tutt'oggi negato e a volte dichiaratamente, altre velatamente, ignorato dalla Pubblica Amministrazione.
L’invasione silenziosa e, a volte, chiassosa, dei turisti nautici lungo le nostre coste. Che lo vogliamo o no il turismo nautico, lo yachting, ha iniziato a raggiungerci in modo massiccio, un pò come i barbari calarono dal nord e dall'est sull'impero romano e nessuno potè fermarli. Un pò come gli extracomunitari sbarcano dal mare o sfondano i confini dell'Italia e dell'Europa e nessuno potrà fermarli. Anche perchè, nonostante tutto, abbiamo bisogno di loro, delle loro braccia, delle loro menti, e persino della loro cultura e della loro civiltà. Nel caso dei turisti nautici, nessuno dubita che abbiamo bisogno di loro, come di ogni altro turista. Specie dalle nostre parti.

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5 2. I PORTI IN SICILIA 2.1 Definizione delle installazioni nautiche della Sicilia La Legge nazionale 28.1.1994 n. 84 (“Riordino della legislazione in materia portuale”) ha introdotto la classificazione dei porti vigente in Sicilia. Detta legge, ha distinto i porti marittimi nazionali in categorie e classi individuando, in modo migliore rispetto alle normative precedenti, le funzioni cui i porti stessi e le aree portuali in genere possono essere destinati e indicando per la prima volta tra queste anche la destinazione turistica e da diporto. Nell’art. 4 della stessa legge si enuncia che: “I porti marittimi nazionali possono essere ripartiti secondo le seguenti categorie e classi: a) categoria I: porti, o specifiche aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato; b) categoria II, classe I: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza economica internazionale; c) categoria II, classe II: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza economica nazionale; d) categoria II, classe III; porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza economica regionale e interregionale.”………omissis………. “I porti, o le specifiche aree portuali di cui alla categoria II, classi I, II e III, hanno le seguenti funzioni: a) commerciale; b) industriale e petrolifera; c) di servizio passeggeri; d) peschereccia;

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