Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Da Lombroso ai giorni nostri: un profilo criminologico

Il presente lavoro di tesi ha cercato di analizzare lo sviluppo del pensiero criminologico, a partire dalle cosiddette teorie di stampo bio – antropologico avanzate da vari studiosi, tra i quali spicca il fondatore dell’antropologia criminale in Italia Cesare Lombroso, famoso sia per la teoria dell’atavismo che per la sua maggiore opera dal titolo l’Uomo delinquente.
In seguito, si è parlato di coloro che hanno seguito le orme di Lombroso, tra cui due uomini di diritto quali Enrico Ferri e Raffaele Garofalo, l’uno studiando l’eziologia del crimine dal punto di vista sociologico, l’altro, invece, approfondendo l’argomento con aspetti psicologici.
Successivamente, è stato affrontato il susseguirsi delle varie teorie di carattere psicologico e psicoanalitico, come la teoria per senso di colpa di Freud, gli studi di Reik sul desiderio di voler essere punito, gli interessanti studi di Alexander e Staub, i quali hanno concentrato il loro lavoro sul livello di partecipazione dell’Io freudiano nella personalità del soggetto, e l’importanza lavoro di De Greef, che per primo si è occupato di personalità criminale dal punto di vista sia della criminogenesi che della criminodinamica.

Quindi, nel terzo ed ultimo capitolo della presente tesi, si è avuto modo di vedere che la criminologia, si configura ai giorni nostri come una scienza multidisciplinare e interdisciplinare che ricorre preferibilmente ad un approccio multifattoriale. Infatti, quello che si è potuto capire da tutto questo, è che non esiste un’unica causa universale dell’agire criminoso, ma una costellazione di mutevoli e possibili variabili causali, le quali andrebbero valutate e studiate caso per caso nello specifico contesto sociale.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 Introduzione Nel presente lavoro di tesi sarà ripercorsa l’evoluzione da un punto di vista crimino- logico da Lombroso ai nostri giorni, passando inizialmente a definire il concetto di antropologia criminale, scienza nata all’inizio del XIX secolo grazie all’impulso del- la filosofia illuminista, idealista e positivista da una parte, e dalla medicina e psichia- tria dall’altra. In questo clima di positivismo generale nasce l’idea, ancora oggi piut- tosto diffusa, che le motivazioni genetiche e quindi biologiche dell’eziologia del cri- mine rappresentino una chiave di lettura dell’azione criminosa, idea sviluppata ini- zialmente tramite il determinismo biologico darwiniano e ripresa poi da Cesare Lombroso. Si parlerà della sua più importante opera, l’Uomo delinquente del 1876, la quale ebbe ben cinque pubblicazioni, arrivando a delineare chiaramente una schema- tizzazione dei cosiddetti tipi criminali e in cui espose la celebre teoria dell’atavismo secondo la quale la maggior parte dei delinquenti rappresentano regressioni lungo la scala evolutiva, giungendo così a somigliare ai popoli “primitivi” o “atavici” e non potendo sfuggire al proprio destino biologico. L’eclettismo della sue teorie procurò subito a Lombroso un vasto seguito di allievi e discepoli, tutti appartenenti alla famosa Scuola italiana di antropologia positiva e i cui esponenti principali furono, oltre allo stesso Lombroso, i giuristi Enrico Ferri e Raffaele Garofalo, i quali spiegarono anch’essi il fenomeno criminale, ma aprendosi a posizioni differenti dal loro maestro. Infatti, il primo mostrò un interesse sempre

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Fabrizio Cultrera Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10320 click dal 06/06/2011.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.