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Presupposizione e Pubblicità

Analisi del "non detto" in pubblicità all'interno di una prospettiva maturata nella Filosofia del Linguaggio. Dalla presupposizione semantica a quella pragmatica fino all'uso dell'implicatura.
In questo lavoro vengono trattati temi come la presupposizione d'esistenza, gli atti locutori ed illocutori austiniani, l'importanza del senso e del significato, quello del contesto, della relazione del parlante con il ricevente, il riconoscimento quindi della capacità di comprensione di colui che riceve il messaggio. Viene approfondita inoltre l'implicatura di Grice e la Teoria Della Pertinenza. In questa prospettiva viene collocato in maniera originale il linguaggio pubblicitario, prima con un'analisi degli aspetti di base secondo le teorie "tradizionali" poi attraverso la lente del filosofo del linguaggio.
Il non detto come cornice comune o come arricchimento implicito di senso. Tesi ricca di esempi pratici, volti tra l'altro a dimostrare come anche le immagini possano fungere da veicolo per l'implicito, che si tratti di cornice o aggiunta di significato.

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5 Capitolo 1. Posizioni tradizionali sulla pubblicità 1.1. Come funziona la pubblicità? «La pubblicità è... l’arte di convincere i consumatori». Tale arte, funzionando come un ipotetico ponte tra produttore e consumatore, mescola elementi di puro estro e creatività a precise analisi della scienza del marketing o della psicologia passando anche attraverso l'uso particolare di immagini e linguaggio e proprio l'analisi del linguaggio pubblicitario è il tema di questo lavoro. Come funziona la pubblicità, quali sono i meccanismi psicologici, cognitivi e linguistici alla base di tutto? Quale poi è il ruolo dell'implicito, del non detto, in questo tipo di comunicazione? Un esempio di risposta a questa domanda è data, da oltre trent'anni dal modello “AIDA” 1 , si tratta di un acrostico che sta per: attention, interest, desire, action,tale modello presentato per la prima volta nell'anno 1898 da Elias St. Elmo Lewis, e dopo negli anni venti da E.K. Strong divenne assai popolare dopo gli anni sessanta. Tuttavia pur essendo ormai considerato assai ingenuo tale modello, nei successivi tentavi di risposta a questa domanda,vengono infatti ripetuti i medesimi concetti del modello AIDA, aggiungendo poco di nuovo o eludendo il quesito iniziale. Probabilmente il quesito generale “come funziona la pubblicità?” è mal posto. La natura dei prodotti da promuovere, la tipologia, il target di pubblico e dal 1 Fabris G. La pubblicità. Teoria e prassi. Milano, FrancoAngeli, 1997.

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Daniele Del Mastro Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4069 click dal 03/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.