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L’E-learning e L’Università nel panorama italiano. Evoluzione, stato dell’arte, potenzialità di integrazione con la formazione in presenza.

L’obiettivo della tesi vuole essere quello di fare un punto della situazione italiana nei riguardi dell’e-learning a supporto della formazione Universitaria, a livello quantitativo e qualitativo. Per raggiungere questo obiettivo, la tesi prima di tutto illustra quella che è stata l’evoluzione della formazione a distanza. Verranno brevemente ripercorse le tre fasi evolutive della formazione a distanza, evidenziandone le qualità e i fattori che permettono di distinguerle. Questo passaggio è necessario per capire bene che cosa sia l’e-learning, ed evitare di incappare in errori interpretativi abbastanza comuni. Una volta distinto l’e-learning si vuole effettuare un focus su i principali fattori distintivi dell’e-learning, che lo hanno reso uno strumento di certo valido per una formazione al passo con lo sviluppo delle ICT e della didattica tradizionale. Questi possono essere identificati principalmente nella figura del tutor, gli ambienti di apprendimento, la rete Internet.

Una volta ristretto il campo e fissati una serie di elementi, la tesi passa ad una panoramica sulle indicazioni Europee in merito all’e-learning. Partendo dal presupposto che la Comunità Europea punta esplicitamente sull’e-learning, passeremo in veloce rassegna quelle che sono le direttive principali date dalla CE. Qui verrà sottolineata l’importanza che viene riposta dalla Comunità nell’e-learning che viene, senza mezzi termini, identificato come il fattore di traghettamento dalla società dell’informazione alla società della conoscenza. Verranno di contro analizzate anche le leggi che vengono emanate sul tema in Italia, per capire quando e in quali termini, l’insegnamento a distanza viene “sdoganato”, e come si giunge alla nascita delle Università Telematiche.

A questo punto passiamo in rassegna lo stato dell’arte nelle nostre Università. Qui avremo modo di capire “quanto” e-learning c’è nelle nostre Università, analizzando il trend avuto dal 2002 al 2006. Verranno riportati e commentati i risultati pubblicati dall’Osservatorio E-learning ", realizzato da Anee / AITech-Assinform con il CNIPA-Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione. Oltre il trend nel corso di questi anni, grazie ai dati dell’Osservatorio, potremo confrontare tra loro i numeri dell’e-learning oltre che nel campo universitario, anche nelle Aziende, nella scuola e nella Pubblica Amministrazione. In questo modo possiamo avere una panoramica ancora più ampia, per capire se questi settori crescono tutti, o se sono presenti uno o più fattori che fanno da traino. In ultimo andremo ad analizzare un caso di studio: l’e-learning all’Università di Roma “La Sapienza”. Cercheremo di capire, dopo aver illustrato cosa si è fatto per portare l’e-learning in questa Università, chi lo ha fatto e anche il ruolo dell’Istituzione in questo passaggio. La Sapienza di Roma, a mio avviso, è un caso interessante anche per i numeri imponenti con cui ci si deve confrontare.

Alla fine tireremo le somme generali, per capire come siamo messi, cosa si può migliorare e quanto può essere importante per la qualità didattica tradizionale, la ventata di nuovo apportata dall’e-learning.

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4 INTRODUZIONE Trovare una definizione. Se fossimo in cerca di un modo per descrivere il significato della parola “e-learning”, e aprissimo un buon vocabolario della lingua italiana, potremmo imbatterci in questa definizione: “Apprendimento per mezzo di corsi multimediali fruibili soprattutto a distanza attraverso Internet.” 1 Per quelle che devono essere le necessità legate alla sintesi, che un vocabolario di una lingua articolata come l’italiano deve tenere in considerazione, potrebbe anche bastare. Se volessimo però andare ad analizzare la situazione che attualmente si presenta nel panorama universitario italiano dell’e-learning, come questa tesi vorrebbe tentare di fare, questa definizione non potrebbe di certo rappresentare un punto d’arrivo. Potrebbe però rappresentare un buon punto di partenza. “L’apprendimento a distanza”, citato nella definizione che abbiamo preso in esame, è il cuore dell’e-learning, la sua missione prima, e questo ci appare chiaro dal verbo “to learn”, che significa apprendere, imparare. Quello che invece dovremmo approfondire al fine di avere ben chiaro il tema che andiamo ad analizzare, è l’insieme di fattori che permette di legare al verbo “to learn”, il prefisso “e-“, che altri non è che l’abbreviazione di quel “electronic”, ormai divenuto familiare al nostro linguaggio per le tante parole che accompagna, al punto da meritarsi un posto tutto per sé nei vocabolari. Poiché la formazione a distanza (da qui in avanti anche FAD) nasce prima dell’era elettronica, ed essendo quindi l’e-learning un’evoluzione della FAD, credo possa essere utile se non necessario, riepilogare come la storia di questa si sia andata delineando. Grazie all’incontro con l’ICT (Information and Communication Technology), e quindi con quella tecnologia che ci permette di elaborare e comunicare l’informazione attraverso mezzi digitali, siamo arrivati appunto all’e-learning come lo conosciamo oggi. Procederemo per gradi, in questo viaggio che, partendo da come nasce, si sviluppa e cosa è oggi l’e-learning, ci porterà ad analizzare prima il quadro normativo di riferimento, poi la situazione nelle Università italiane, per finire con un caso di studio concreto, cioè come l’e-learning viene utilizzato presso l’Università di Roma la Sapienza. Per ottenere questo risultato, e cercare di poter guidare lungo questo percorso anche persone non esperte del settore, passeremo per un primo capitolo, in cui verrà illustrata l’evoluzione della FAD durante il corso della storia, fino ad arrivare all’e-learning come lo conosciamo oggi, illustrandone alcune peculiarità. Nel secondo capitolo, cercheremo di valutare cosa si è fatto e si continua a fare in Europa ed in Italia, a livello legislativo, per far si che la diffusione di questa modalità didattica, venga supportata dalle istituzioni. Da questo punto potremo anche capire perché lo sviluppo dell’e-learning viene ritenuto fondamentale per il nostro futuro, e quello della Comunità Europea tutta. Il capitolo prenderà poi in analisi i dati provenienti dall’Osservatorio E- learning realizzato da Anee / AITech-Assinform 2 . Questo è uno degli osservatori più completi che 1 Devoto G. e Oli G. C., Il Devoto-Oli: Vocabolario della lingua italiana 2008, Le Monnier, Varese, 2008. 2 http://www.anee.it/anee/com_anee.htm

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Leonardo Giordano Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.