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Studio della stabilità primaria di perni dentali innovativi inseriti con tecnologia Piezosurgery

La funzione di un impianto dentale è di sostituire le caratteristiche strutturali del dente mancante, fornendo un beneficio funzionale ed estetico. A tal fine l’impianto deve essere inserito nella cresta mascellare o mandibolare tramite un’operazione invasiva che va ad intaccare l’integrità dell’osso. Quando l’impianto è introdotto nella sede biologica infatti, per quanto adeguato a livello progettuale, lascia sempre uno spazio micrometrico, sede di fenomeni biologici complessi il cui evolversi è fortemente condizionato dalla stabilità meccanica iniziale dell’impianto stesso. Già nelle prime ore successive all’inserimento dell’impianto, si ha lo sviluppo di un tessuto di granulazione, costituente il primo tessuto che viene prodotto per colmare l’intercapedine. Nell’arco delle prime cinque settimane si verifica la neogenerazione ossea, che porta alla formazione dell’osso primitivo tramite ossificazione diretta. Alla fine della sesta settimana l’osso primitivo è progressivamente riassorbito e sostituito dall’osso lamellare, il quale si organizza in osso trabecolare, in funzione della conformazione della superficie dell’impianto e della qualità degli stimoli meccanici a cui è soggetto. Il verificarsi di micromovimenti dell’impianto dentale può influenzare la differenziazione in senso fibroblastico che può risultare preponderante, tanto da stratificarsi all’interfaccia tra osso e impianto. Al fine di evitare il fallimento dell’impianto, si deve cercare di avere la minor quantità possibile di tessuto fibroso intorno all’impianto. Il lavoro della mia Tesi di Laurea si è incentrato quindi su tale problematica come risposta ad una specifica esigenza legata alla biocompatibilità di impianti dentali innovativi messi a disposizione del Laboratorio di Ing. dei Materiali del DICAT dell’Università degli Studi di Genova. Tale lavoro ha avuto come obiettivo la valutazione quantitativa dei micromovimenti di impianti dentali innovativi, sottoposti a sollecitazioni tali da simulare le condizioni fisiologiche di stress che gli impianti si troverebbero a subire durante i mesi di guarigione dell’osso circostante.

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Introduzione Candidato: Santangelo Barbara Pagina 4 Introduzione La funzione di un impianto dentale è di sostituire le caratteristiche strutturali del dente mancante, fornendo un beneficio funzionale ed estetico. A tal fine l‟impianto deve essere inserito nella cresta mascellare o mandibolare tramite un‟operazione invasiva che va ad intaccare l‟integrità dell‟osso. Quando l‟impianto è introdotto nella sede biologica infatti, per quanto adeguato a livello progettuale, lascia sempre uno spazio micrometrico, sede di fenomeni biologici complessi il cui evolversi è fortemente condizionato dalla stabilità meccanica iniziale dell‟impianto stesso. Già nelle prime ore successive all‟inserimento dell‟impianto, si ha lo sviluppo di un tessuto di granulazione, costituente il primo tessuto che viene prodotto per colmare l‟intercapedine. Nell‟arco delle prime cinque settimane si verifica la neogenerazione ossea, che porta alla formazione dell‟osso primitivo tramite ossificazione diretta (APPENDICE A) [1]. Alla fine della sesta settimana l‟osso primitivo è progressivamente riassorbito e sostituito dall‟osso lamellare, il quale si organizza in osso trabecolare, in funzione della conformazione della superficie dell‟impianto e della qualità degli stimoli meccanici a cui è soggetto. Il verificarsi di micromovimenti dell‟impianto dentale può influenzare la differenziazione in senso fibroblastico (premessa per la formazione di un tessuto fibroso) che può risultare preponderante, tanto da stratificarsi all‟interfaccia tra osso e impianto. Al fine di evitare il fallimento dell‟impianto, si deve cercare di avere la minor quantità possibile di tessuto fibroso intorno all‟impianto [2]. Il lavoro della mia Tesi di Laurea si è incentrato quindi su tale problematica come risposta ad una specifica esigenza legata alla biocompatibilità di impianti dentali innovativi messi a disposizione del Laboratorio di Ing. dei Materiali del DICAT dell‟Università degli Studi di Genova.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Barbara Santangelo Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.