Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Attività antifungina di derivati cumarinici estratti da Magydaris pastinacea nei confronti di Candida albicans

Lo studio è rivolto ai derivati cumarinici e furocumarinici di Magydaris pastinacea ad attività antifungina allo scopo di una possibile applicazione di tipo topico. La parte sperimentale è arricchita dall'analisi statistica dei risultati ottenuti che sono stati interpretati.
Su ceppi di Candida albicans è stato dimostrato un effetto importante di una cumarina, l’ostolo, e di una furocumarina, il bergaptene con IC50 rispettivamente di 170 e 56 mg/ml. Dall’analisi dei risultati è stato possibile iniziare uno studio di struttura-attività riguardanti i composti di Magydaris pastinacea ad attività antifungina e sembra che la sostituzione in C8 dei derivati cumarinici e furocumarinici sia determinante per l’esplicarsi dell’attività. L’argomento trova attinenza al problema sollevato e completezza di informazioni per quanto concerne la chimica dei principi attivi presenti nella droga.

Mostra/Nascondi contenuto.
7 Cumarina La cumarina, fu isolata e purificata per la prima volta da Vogel nel 1822 dal fagiolo di tonka (Dipteryx odorata Willd.), una Fabaceae dell’America Latina, da qui il suo nome, infatti, in vernacolo è chiamata “coumarou” (Bruneton, 1995). La cumarina (figura 1) appartiene alla classe di composti denominati benzopirani, caratterizzati da anelli benzenici fusi ad a -pironi lattonici, derivati dalla fenilalanina e dall’acido trans-cinnammico attraverso la via dell’acido scikimico. Figura 1 Struttura della curarina (in blu il carbonio, in rosso l’ossigeno, in bianco l’idrogeno). Le cumarine sono dei composti fisiologicamente attivi che agiscono variamente sulle cellule viventi. Alcune, come le aflatossine (dal fungo Aspergillus flavus Link, 1809) (figura 2), sono potenti veleni e forti agenti cancerogeni, altre, come la novobiocina (figura 3), sono degli antibiotici, o ancora, come gli psoraleni ed i loro derivati, sono capaci di fotosensibilizzare la pelle dopo l’esposizione alla luce (Dewick, 2001). Figura 2 Aflatossina B1

Laurea liv.I

Facoltà: Farmacia

Autore: Francesca Sanna Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 690 click dal 08/06/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:
×