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Alvin Plantinga: Epistemologia Riformata e Teismo

Da sempre ci si è occupati di verificare la questione de facto, la verità della credenza religiosa, soprattutto in seguito alla comparsa e all'enorme diffusione del monoteismo, in particolare del Cristianesimo. Ora, invece, si tratta di affrontare la questione de jure, si tratta di capire se e in che termini, la fede teistica sia razionale.
Dimostrare che il credente è perfettamente razionale nel sostenere il teismo, è un salto in avanti di enorme importanza.

All'inizio degli anni '80 del secolo scorso, nel contesto filosofico statunitense dominato dalla filosofia analitica giunta ormai al suo apice, nasce una nuova corrente filosofica denominata, dagli stessi autori che le diedero vita, “Epistemologia riformata”. La proposta in essa contenuta prevedeva la riapertura del dialogo fra fede e ragione attraverso l'uso sistematico degli strumenti concettuali della filosofia analitica, più precisamente dell'epistemologia analitica. I tre autori che, più di tutti, hanno elaborato questa proposta, sono Nicholas Wolterstorff, William Alston, ma soprattutto, Alvin Plantinga.

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1 INTRODUZIONE Quanto trattato in questa mia dissertazione, potrebbe sembrare uno di quei temi “vecchi quanto il mondo”, un argomento che risale ancora all‟antichità, a quando gli esseri umani hanno cominciato a dar voce, e poi a mettere per iscritto, i propri pensieri inerenti all‟esistenza o meno di un essere trascendente la natura umana. Da un certo punto di vista, in effetti, è così, nel senso che l‟ambito della ricerca continua ad essere quello religioso. Ma dobbiamo ammettere che, con Alvin Plantinga, la novità è lampante. Da sempre ci si è occupati di verificare la questione de facto, la verità della credenza religiosa, soprattutto in seguito alla comparsa e all‟enorme diffusione del monoteismo, in particolare del Cristianesimo. Ora, invece, si tratta di affrontare la questione de jure, si tratta di capire se e in che termini, la fede teistica sia razionale. Sempre più spesso al giorno d‟oggi, infatti, la fede viene ritenuta una mera illusione, un prodotto della nostra mente atto a soddisfare il nostro bisogno di protezione o il nostro desiderio di dare un senso alla vita. Il credente, quindi, diviene semplicemente una persona superstiziosa, che prende in giro se stessa, oppure una persona le cui facoltà cognitive presentano delle disfunzioni tali da non permettergli di vedere la realtà dei fatti – che cioè non esiste alcun Dio – oserei dire quasi un pazzo. Dimostrare che, invece, il credente è perfettamente razionale nel sostenere il teismo, è un salto in avanti di enorme importanza grazie al quale non sarà più possibile sostenere che, indipendentemente dalla verità o meno della fede teistica, essa è da considerarsi comunque irrazionale! Ma da dove trae origine questa „rivoluzione‟? All‟inizio degli anni ‟80 del secolo scorso, nel contesto filosofico statunitense dominato dalla filosofia analitica giunta ormai al suo apice, nasce una nuova corrente filosofica denominata, dagli stessi autori che le diedero vita, “Epistemologia riformata”. La proposta in essa contenuta prevedeva la riapertura del dialogo fra fede e ragione attraverso l‟uso sistematico degli strumenti concettuali della filosofia analitica, più precisamente dell‟epistemologia analitica. I tre autori che, più di tutti, hanno elaborato questa proposta, sono Nicholas Wolterstorff, William Alston, ma soprattutto, Alvin Plantinga. Nato il 15 Novembre del 1932 nel Michigan, da genitori di forte tradizione

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Casarella Contatta »

Composta da 218 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 321 click dal 10/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.