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La comunicazione mediatica delle donne in politica: quali spazi e quali linguaggi

Informazioni tesi

  Autore: Emanuela Laino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Teoria della comunicazione
  Relatore: Daniele Gambarara
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 173

Volontà di questo lavoro è identificare una «modalità femminile di individualizzazione e personalizzazione» (Lorusso, 2006, p. 119), che passi per il corpo, le scelte comunicative, le tematizzazioni, nell’attuale vita politica italiana. La scarsa presenza delle donne nell’elettorato passivo è stata discussa e studiata sotto vari profili, ma, di fatto, non ci sono studi organici sulla comunicazione politica in ottica di genere. Ci si propone pertanto la possibilità di individuare un eventuale stile comunicativo delle donne all’interno di un’arena, quella politica, che potrebbe porre il problema di un’omologazione a modelli tipicamente maschili.
Il proposito è di rispondere a una serie di interrogativi che inevitabilmente nascono dalla trattazione di questi temi: la scarsa rappresentanza è un problema inscrivibile solo all’interno del contesto politico? È realmente possibile indagare una specificità di comportamenti e di linguaggi da parte delle poche politiche che il panorama mediatico ci propone? Ma soprattutto, perché farlo?

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6    CAPITOLO 1. IL GENERE NELLA POLITICA ITALIANA: SULL’OGGETTO E SUL METODO, E IL SOGGETTO? L’analisi del rapporto tra presenza delle donne nella società e rappresentanza politica è un’analisi che, soprattutto in questi ultimi venti anni, è stata affrontata sotto vari punti di vista. La questione trae sostanzialmente origine dal ristretto numero di donne che in Italia siedono nei luoghi di decisione politica e dal fatto che le stime risultano ancora più esigue se paragonate ad altri Paesi europei e non solo. Questo tema ha una curiosa sorte nel dibattito italiano, è un tema che scompare e poi compare, spesso con toni scandalistici, a volte trascurando il difficile percorso legislativo che attualmente, da un punto di vista formale, appare compiuto 1 . Vi sono molteplici aspetti da analizzare cui il tema della presenza femminile nelle istituzioni rimanda. Pur non essendo questo lavoro volto a inquadrare quantitativamente il problema, occorre affrontarne una prima lettura partendo dai dati: le ultime elezioni politiche (del 13 e 14 aprile 2008) hanno segnato un aumento della rappresentanza politica femminile sia al Senato sia alla Camera. In termini di percentuali, sul totale di 630 deputati e 322 senatori, le donne costituiscono il 19,9%. 2 dei 952 parlamentari italiani. Sono dunque di più rispetto alla XV legislatura. Sono comunque di meno rispetto le percentuali auspicate per la realizzazione di una compiuta democrazia paritaria 3 .                                                                    1 Sulle questioni legislative, impossibili da riportare in questo lavoro, rimando tra la numerosa letteratura a: Lucia Califano (a cura di), 2004, Donne, politica e processi decisionali, Torino, G. Giappichelli Editore; Marilisa D’Amico, Alessandra Concaro, 2006, Donne e istituzioni politiche. Analisi critica e materiali di approf ondimento, Torino, G. Giappichelli Editore, Giuditta Brunelli,2006, Donne e politica, Bologna, il Mulino. 2 Dati ISTAT fonte: http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070307_00/17_parlamento.pdfPer il numero di senatori è possibile consultare anche: http://senato.it; per il numero di deputati: http://camera.it. 3 Cfr. Silvio Gambino, 2006, Donne e rappresentanza politica: alcune riflessioni sui limiti della democrazia paritaria in Italia, in: “Il Filangeri-Quaderno”, p.1 

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Parole chiave

femminile
linguaggio
stereotipi di genere
democrazia paritaria
comunicazione mediatica
politica

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