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La Condivisione Globale: Web 2.0, Social Networks, “Faceboom”, Censure e Ipotesi sul futuro della rete.

Esplorare, Condividere, Partecipare. Quello a cui si sta assistendo oggi è un processo di convergenza multimediale che ha avuto origine con l’era digitale e la diffusione capillare ed esponenziale della rete in milioni di famiglie e aziende di tutto il mondo. Un circolo vizioso in cui sempre più velocemente l’individuo scopre necessità e bisogni prima d’ora quantomeno latenti, fra cui lo stimolo alla ricerca e alla diffusione del sapere con il sapere inteso come tutto quell’insieme di informazioni, notizie, curiosità, definizioni, elementi multimediali, e alla conseguente condivisione naturale dei frutti di tale ricerche con più soggetti possibili, arrivando quindi ad una vera e propria partecipazione dei meccanismi contenutistici di Internet non solo passiva ma allo stesso tempo attiva e fondamentale dell’utente.
Internet nasce e si evolve, seppur inizialmente in modo limitato, esattamente con questa filosofia di base, e il suo rapido sviluppo è agevolato notevolmente, oltre che dall’allargamento massiccio del bacino di utenza, dalla creazione di strumenti innovativi e sempre più efficaci per velocizzare, semplificare ed arricchire progressivamente tutti questi meccanismi. Termini ormai d’uso comune come Blog, YouTube, Social Network, Facebook, Forum e Chat hanno una storia relativamente lunga di sperimentazione e affinamenti alle spalle, e caratterizzano quello che oggi viene chiamato Web 2.0, evoluzione presente della rete in cui questa condivisione globale del sapere è a tratti esasperata, e riguardante anche i più piccoli e insignificanti aspetti della vita di ogni giorno.
A questo proposito il futuro di Internet così come lo conosciamo non è più così certo, e non è affatto detto che anche il prossimo Web 3.0 si possa “limitare” ad elevare all’ennesima potenza ciò che offre la rete attualmente. Regolazioni contenutistiche e censure sono già in fase di sviluppo e di diffusione, e più che parlare di ulteriori “esplosioni dell’informazione” si sta assistendo a una fase di snellimento della rete, seppur ancora discreto e limitato. La domanda sarà: fino a che punto si parlerà di riordinamento e regolazione qualitativa e non di censura politica?

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3 1. Introduzione Esplorare, Condividere, Partecipare. Quello a cui si sta assistendo oggi è un processo di convergenza multimediale che ha avuto origine con l’era digitale e la diffusione capillare ed esponenziale della rete in milioni di famiglie e aziende di tutto il mondo. Un circolo vizioso in cui sempre più velocemente l’individuo scopre necessità e bisogni prima d’ora quantomeno latenti, fra cui lo stimolo alla ricerca e alla diffusione del sapere con il sapere inteso come tutto quell’insieme di informazioni, notizie, curiosità, definizioni, elementi multimediali, e alla conseguente condivisione naturale dei frutti di tale ricerche con più soggetti possibili, arrivando quindi ad una vera e propria partecipazione dei meccanismi contenutistici di Internet non solo passiva ma allo stesso tempo attiva e fondamentale dell’utente. Internet nasce e si evolve, seppur inizialmente in modo limitato, esattamente con questa filosofia di base, e il suo rapido sviluppo è agevolato notevolmente, oltre che dall’allargamento massiccio del bacino di utenza, dalla creazione di strumenti innovativi e sempre più efficaci per velocizzare, semplificare ed arricchire progressivamente tutti questi meccanismi. Termini ormai d’uso comune come Blog, YouTube, Social Network, Facebook, Forum e Chat hanno una storia relativamente lunga di sperimentazione e affinamenti alle spalle, e caratterizzano quello che oggi viene chiamato Web 2.0, evoluzione presente della rete in cui questa condivisione globale del sapere è a tratti esasperata, e riguardante anche i più piccoli e insignificanti aspetti della vita di ogni giorno. A questo proposito il futuro di Internet così come lo conosciamo non è più così certo, e non è affatto detto che anche il prossimo Web 3.0 si possa “limitare” ad elevare all’ennesima potenza ciò che offre la rete attualmente. Regolazioni contenutistiche e censure sono già in fase di sviluppo e di diffusione, e più che parlare di ulteriori “esplosioni dell’informazione” si sta assistendo a una fase di snellimento della rete, seppur ancora discreto e limitato. La domanda sarà: fino a che punto si parlerà di riordinamento e regolazione qualitativa e non di censura politica?

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Paolo Cardelli Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.