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Istituzioni, opinione pubblica e stampa nella transizione tra Monarchia e Repubblica

La tesi consta di quattro capitoli, suddivisibili, a livello contenutistico, in due parti: la prima parte, molto più ampia e che comprende i primi due capitoli, analizza le vicende che dalla caduta del fascismo portarono il Paese alla nascita della Repubblica e della Costituzione e come queste vicende coinvolsero l’opinione pubblica e da essa ne furono condizionate, attraverso l’analisi di alcuni tra i più importanti giornali dell’epoca, sia organi di partito che fogli indipendenti, sia settimanali che periodici. La seconda parte, invece, prende in esame lo stesso periodo, ma limitatamente alla realtà messinese, attraverso l’analisi del modo in cui i giornali cittadini raccontavano l’evoluzione politico-istituzionale della città dello Stretto.
Entrando nello specifico, nel primo capitolo vengono trattati gli sviluppi istituzionali dell’Italia dell’immediato secondo dopoguerra, dalla caduta del regime fascista, il 25 luglio 1943, alla nascita della Costituzione repubblicana. Sono trattate, in maniera molto dettagliata, le diverse fasi di questa travagliata stagione politica, a partire dal 25 luglio e passando per l’armistizio dell’8 settembre, attraverso la divisione dell’Italia in due regimi contrapposti; vengono analizzate soprattutto le più importanti vicende istituzionali che porteranno alla nascita della nostra Carta fondamentale: il compromesso De Nicola, la Svolta di Salerno, la Consulta Nazionale, il Ministero per la Costituente, il decreto con cui venne scelto il referendum istituzionale, le elezioni del 2 giugno 1946, la nascita e i lavori dell’Assemblea Costituente e la stesura dalla Costituzione repubblicana. Nel secondo capitolo, invece, viene svolta una parallela analisi del ruolo della stampa e dell’opinione pubbliche in queste vicende. Si parte con la storia della stampa italiana, divisa per periodi, dai “quarantacinque giorni” alla nascita della Costituzione. Viene poi passata in esame, sempre in riferimento allo stesso periodo, il ruolo della rinascente opinione pubblica italiana, con un’analisi specifica sul ruolo del “Bollettino di Informazione e Documentazione del Ministero per la Costituente”. Successivamente, è illustrato il dibattito politico-istituzionale sviluppatosi sui diversi organi di stampa, di partito e indipendenti, in merito alle diverse fasi della rinascita delle istituzioni in Italia. L’ultimo paragrafo del secondo capitolo può essere invece considerato come una parte a sé stante, andando a trattare le reazioni della stampa e dell’opinione pubblica siciliana nello stesso arco temporale di riferimento. Il terzo capitolo “restringe” l’analisi agli sviluppi politico-istituzionali che portarono Messina dalla liberazione ad opera degli Angloamericani fino alle elezioni del 2 giugno 1946, che espressero una realtà politica ben diversa da quella nazionale. Il quarto e ultimo capitolo, infine, si concentra sullo sviluppo dei primi fogli messinesi del dopoguerra e analizza come la politica peloritana veniva raccontata dalla stampa e influenzava l’opinione pubblica. La tesi presenta, inoltre, un’accuratissima appendice documentaria, nella quale vengono riportati alcuni tra i documenti più significativi del periodo, riferiti a entrambe le parti del lavoro, tabelle di dati sulle elezioni del 2 giugno 1946, sia a livello nazionale che a Messina, e una sezione in cui vengono riportate dettagliatamente, in tabella, informazioni relative ai principali fogli messinesi pubblicati dal 1944 al 1946. Il lavoro termina con un’approfondita bibliografia, che conta oltre 250 tra volumi, articoli di giornali e siti internet.

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Capitolo I | L’Italia dall’abisso della guerra alla ricostruzione politico-istituzionale 6 CAPITOLO I L’ITALIA DALL’ABISSO DELLA GUERRA ALLA RICOSTRUZIONE POLITICO-ISTITUZIONALE 1. I “quarantacinque giorni” L’Italia era entrata in guerra il 10 giugno del 1940, al fianco della Germania e del Giappone e contro Polonia, Inghilterra e Francia in un primo momen- to, e Stati Uniti e Unione Sovietica piø tardi. Tra la fine del 1941 e l’inizio del 1942, le sorti della guerra, fino ad allora favorevoli alle potenze dell’“Asse”, cominciavano ad arridere alle forze angloamericane e a quelle sovietiche. Con il passare dei mesi, man mano che le vicende della guerra volgevano a grave danno del nostro Paese, ripetutamente fiaccato dalle in- cursioni aree alleate, appariva sempre piø inevitabile la necessità di scindere i destini dell’Italia da quelli della dittatura fascista. Il 10 luglio 1943 gli Angloamericani sbarcavano in Sicilia e iniziava- no la risalita della Penisola. Eravamo giunti alla svolta decisiva. L’occupazione dell’Isola era avvenimento di tale portata che, unitamente al bombardamento di Roma del 19 luglio, spingeva il re Vittorio Emanuele III ad accelerare gli sviluppi della crisi istituzionale che, come egli stesso ebbe a dichiarare dopo la fine della guerra, era già in programma dal mese di febbraio dello stesso anno. Tra il gennaio e il luglio del 1943 molti erano stati gli esponenti del periodo prefascista a passare per lo studio del re al Quirinale. E tutti ebbero a che fare con un uomo che agiva per conto del sovrano, teneva i contatti,

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonio Bellantoni Contatta »

Composta da 411 pagine.

 

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