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Una transizione pragmatica dal micro caos ai metodi agili

Sono le persone a realizzare i cambiamenti e se il cambiamento ha dato buoni frutti allora quelle erano le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto. L'elaborato finale, in una sorta di diario critico, ripercorre la transizione che ha portato il team di sviluppo, di cui ero responsabile presso la software house Sinapsi S.p.A., ad adottare metodi agili.
L'anno in cui abbiamo cominciato il nostro cammino ha visto il frequente alternarsi dei membri del team per un elevato turn over dovuto alla ripresa del mercato informatico, che ha rallentato molto il cambiamento. L'accelerazione è stata possibile grazie ad un pò di stabilità raggiunta nell'ultimo anno, quello oggetto dell'elaborato, e all'arrivo di un mentore.
Questa transizione è stata caratterizzata dal feedback e dalla comunicazione tra il mio team di sviluppo e il gruppo di lavoro del cliente: si è cercato infatti di aumentare sia la qualità che la quantità delle comunicazioni.
Questa transizione verso i metodi agili è stata decisamente pragmatica e improntata alle pratiche. Potendo realizzare una nuova transizione introdurrei subito i valori, magari uno a settimana, chiedendo ai vari membri del team di portare esempi concreti di applicazioni mancate o realizzate di ciascun valore. Mi piacerebbe affrontare poi in retrospettiva, davanti a una timeline con eventi tecnici e umanistici, il significato di questi valori. Un taglio più umano è sicuramente più difficile da gestire, ma realizza una crescita professionale e personale di maggior valore. E solo lavoro, ma ci dedichiamo almeno 8 ore al giorno per buone parte della nostra vita, e le risorse spese per renderlo vivibile, piacevole, produttivo, soddisfacente e ricco sono risorse investite bene.

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Capitolo 1 Introduzione Sono le persone a realizzare i cambiamenti e se il cambiamento ha dato buoni frutti allora quelle erano le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto. E cos e accaduto anche per il mio team di sviluppo. Le persone giuste eravamo io e un mio collega con un paio d’anni di esperienza e due progetti visti, un altro collega con maggior esperienza e un suo metodo di lavoro e l’allora respon- sabile di progetto. Stavamo lavorando a una funzionalit a abbastanza articolata con tanto di documento di specica visto e rivisto insieme al cliente. Una volta ritenuto concluso lo sviluppo, abbiamo consegnato la nuova funzionalit a. Dopo qualche test, il cliente si e accorto che uno dei requisiti inclusi nella specica non era stato consegnato. Una volta segnalata la mancanza, abbiamo letto at- tentamente il documento e ci siamo accorti che il cliente aveva ragione: avevamo un problema nel processo di sviluppo. Era proprio il caso di fermarsi a riettere sulla soluzione. In quei mesi la mia societ a ospitava lo XPUG 1 di Milano e cominciava- mo a sentire parole come User Story, Card, Task, Planning Game e a esserne incuriositi a tal punto da iniziare a leggere qualcosa. Intorno al tavolo della riunione, indetta in seguito alla segnalazione della non aderenza alla specica, discutevamo sul cosa aveva fatto in modo che un requi- sito venisse ignorato e su come si poteva evitare che ci o accadesse nuovamente. La soluzione sembrava essere una di quelle parole prima sentite pronunciare alle riunioni dello XPUG e poi lette sui libri: la User Story. Poich e non era e non e nostra intenzione diventare la fotograa di un libro, c’eravamo fermati a riettere su come dovesse essere la nostra User Story. Abbiamo deciso per un foglio pi u piccolo di un A4, dove fosse sicamente impossibile scrivere trop- pe informazioni, riportante l’identicativo numerico della storia, il nome di chi l’avrebbe sviluppata, un titolo, una breve descrizione e la suddivisione in task con le relative stime e i consuntivi: una proto-storia. Da quel giorno abbiamo cominciato a scrivere tutte le attivit a su queste proto-storie e gi a solo questo ha dato un primo risultato: non si sono pi u vericate mancate implementazioni di speciche. Avevamo iniziato il nostro cammino agile. I primi passi sono stati lenti, talvolta contrastati da quei membri del team con un metodo di lavoro gi a 1 eXtreme Programming User Group: un gruppo di persone che si trovano periodicamente per discutere e applicare, sviluppando codice vero ma senza acquirente, valori e principi dei metodi agili.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Manuela Munaretto Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 200 click dal 13/06/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.