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Analisi ambientale per la realizzazione di un campo eolico offshore nel Golfo di Manfredonia (FG)

La società in cui viviamo si basa attualmente su un apparato economico/tecnologico e uno stile di vita che interferiscono sempre più con i cicli naturali generando tre problemi cruciali: problemi climatici legati, almeno in parte, all’emissione di gas serra; impatto di agenti inquinanti sulla salute umana e sull’ambiente; esaurimento delle fonti energetiche attualmente utilizzate.

Protezione del clima e gestione delle risorse sono fra le sfide maggiori del nostro tempo. In questo contesto, avrà un ruolo chiave la produzione di energia eolica.

Il presente studio intende delineare innanzitutto un quadro generale riguardante la produzione di energia, a varie scale, illustrando le caratteristiche delle varie fonti energetiche ed i problemi ad esse connessi. Nello specifico sarà posta l’attenzione sulla produzione di energia elettrica da fonte eolica, descrivendo i metodi di analisi ambientale utilizzati nell’ambito degli studi preliminari all’installazione di una wind farm nel golfo di Manfredonia (Puglia).

La metodologia inter- e multidisciplinare adoperata risulta conforme agli standard comunemente usati per la realizzazione di studi in ambito marino. Da un punto di vista applicativo lo studio è un esempio di procedura finalizzata alla caratterizzazione bionomica e geomorfologica di un’area marina che dovrebbe rientrare di routine in rigorose metodiche di Valutazione d'Impatto Ambientale, propedeutiche a qualsiasi tipo d’intervento antropico in aree marino-costiere ed in particolare per la realizzazione di campi eolici offshore.

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5 1. INTRODUZIONE «...le formiche del Pianeta, nell’insieme, hanno una biomassa maggiore di quella degli esseri umani. Sono state incredibilmente industriose per milioni di anni, tuttavia la loro produttività nutre le piante, gli animali e il suolo. L’industria umana ha funzionato a pieno regime per poco più di un secolo e in questo pur breve lasso di tempo ha rovinato praticamente tutti gli ecosistemi della Terra. Non è la natura che ha un problema di progettazione. Siamo noi. » (MCDONOUGH & BRAUNGART, 2002) 1.1 PREMESSA La Rivoluzione Industriale ha senza dubbio prodotto molti cambiamenti sociali positivi. Con l’innalzarsi degli standard di vita il tasso di mortalità è diminuito notevolmente. L’elettricità, le telecomunicazioni e altre innovazioni hanno accresciuto il benessere di molte popolazioni. Inoltre, i progressi tecnologici recano alle cosiddette nazioni in via di sviluppo benefici enormi, tra cui una maggiore produttività dei terreni agricoli, raccolti più ricchi e scorte alimentari più abbondanti per una popolazione in rapida crescita. Ma il progetto generale della Rivoluzione Industriale conteneva in sé alcuni difetti sostanziali che ci hanno lasciato in eredità conseguenze davvero devastanti. Anche se il profitto è in crescita, la qualità complessiva di ogni aspetto di questo sistema sta bruscamente crollando. Infatti, la società in cui viviamo si basa attualmente su un apparato economico/tecnologico e uno stile di vita che interferiscono sempre più con i cicli naturali (fig. 1.1) generando tre problemi cruciali: 1) problemi climatici legati, almeno in parte, all’emissione di gas serra; 2) impatto di agenti inquinanti sulla salute umana e sull’ambiente; 3) esaurimento delle fonti energetiche attualmente utilizzate.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Yari Salvi Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 468 click dal 17/06/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.