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Climatologia del manto nevoso e pericolo valanghe in Alta Valtellina (periodo 1990-2000)

La neve è un’idrometeora ed è funzione della situazione meteorologica in ogni sua fase (genesi, caduta, accumulazione, evoluzione del manto, ecc.). Si può dire, in altri termini, che la neve con le relative metamorfosi (distruttiva, costruttiva, da compressione e da fusione), le proprietà meccaniche, la stratificazione, l’equivalente in acqua, ecc., non può sfuggire alle influenze della temperatura, del vento, dell’andamento verticale delle temperature nell’atmosfera e, in generale, dei caratteri delle masse d’aria che concorrono a determinare il tempo.
I parametri che definiscono il tempo meteorologico sono molti e tutti intervengono insieme con peso di volta in volta diverso per determinare lo stato dell’atmosfera: per questa ragione non esistono due configurazioni bariche identiche mentre si possono osservare solo configurazioni analoghe, legate ai processi fondamentali dell’atmosfera, da cui ci si aspetta di ottenere fenomeni meteorologici simili. L’analisi dei tipi di tempo si propone di ricavare una visione sintetica delle condizioni meteorologiche desumibili da configurazioni tipiche.
Questo lavoro cerca di mostrare le relazioni esistenti tra tipi di tempo a scala europea e l’evoluzione del manto nevoso al suolo, in relazione al pericolo valanghe, in un’area delle Alpi lombarde.
La prima parte del lavoro, prende in esame i parametri tipici del tempo meteorologico e gli attributi che caratterizzano il manto nevoso al suolo e la sua evoluzione. Nella seconda sezione, sono descritte le stagioni invernali dal 1990 al 1999, considerando: situazione meteorologica ricavata dalle carte di circolazione, situazione euroatlantica giornaliera per i periodi perturbativi, andamento delle temperature, delle precipitazioni, dell’evoluzione del manto nevoso confrontando i dati con valori storici disponibili, analisi di episodi particolarmente interessanti dal punto di vista nivometeorologico, analisi climatologico-dinamica. È stato così possibile delineare una stagione invernale media, per quel che riguarda l’andamento meteorologico, le precipitazioni e l’evoluzione del manto nevoso in relazione al pericolo valanghe. Da ultimo, è stato valutato l’andamento della stagione invernale 1999-00, sulla quale sono stati verificati i risultati ottenuti dall’analisi climatologica svolta sulle stagioni invernali precedenti.
Concludendo, la conoscenza dettagliata degli effetti di una determinata situazione meteorologica sull’evoluzione del manto nevoso in una certa zona, permette di migliorare sempre più la previsione del pericolo valanghe e consente di intervenire più efficacemente in situazioni di probabile rischio elevato. Per questa ragione è auspicabile lo sviluppo di modelli, che integrino sempre di più le conoscenze meteorologiche con i modelli classici di dinamica delle valanghe.

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3 Che si tratti di rischi alimentari, sanitari, tecnologici o naturali, i cittadini europei sono sempre più sensibili a tutto ciò che colpisce la loro sicurezza e si aspettano di essere informati e protetti. In Italia, negli ultimi 25 anni, si sono avute mediamente 21 vittime da valanga all’anno. Il problema valanghe riguarda principalmente le attività del tempo libero che assommano da sole oltre l’80% delle vittime da valanga [1] . Da non trascurare i costi sostenuti dalla società per i danni provocati dalle valanghe a strade, edifici e manufatti o derivanti dalla chiusura di ferrovie, strade e comprensori sciistici in periodi di elevato pericolo. Nel nostro paese, negli ultimi 13 anni, non si sono avuti incidenti mortali al di fuori delle attività del tempo libero e i danni alle opere sono stati limitati: ciò è dovuto principalmente alla sequenza di inverni scarsamente nevosi che hanno caratterizzato l’ultima parte degli anni ’80 e tutto l’ultimo decennio. Gli eventi catastrofici avvenuti in Italia, Francia, Svizzera e Austria nel febbraio del 1999 dimostrano che determinate situazioni nivologiche, associate alla concentrazione di un grande numero di persone in zone potenzialmente a rischio, possono determinare situazioni di grande vulnerabilità territoriale. In questo quadro risulta estremamente importante il ruolo svolto dalla [1] A. Cagnati, M. Valt INTRODUZIONE

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Matteo Colombo Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1275 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.