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L'innovazione di un hotel con centro benessere

L’elaborato tratta, dato il crescente interesse dei viaggiatori per il turismo del benessere, della possibilità di innovare l’offerta ricettiva alberghiera grazie a una “spa” o centro benessere.
L’analisi mostra, in primo luogo, la crescente attenzione dei turisti per il settore wellness, che, negli ultimi anni, non ha mostrato gli stessi segni di contrazione di altri reparti. Vari sono stati i dati e gli studi portati a conferma del fenomeno, mostrando che non si può trattare di una moda, e come tale effimera e passeggera, bensì di un fenomeno duraturo e su cui gli operatori del settore potrebbero e dovrebbero investire.
Un centro benessere in una struttura alberghiera rappresenta un investimento importante e occorre, quindi, pianificare i diversi aspetti della gestione: dalle risorse umane alla progettazione, dalla promozione tramite i recenti sviluppi del web 2.0 all’analisi dei target di mercato, fino a considerare quanto un investimento del genere possa essere redditizio. È questo il contenuto del secondo capitolo.
Diverse personalità del settore dell’hotellerie e, in particolare, del wellness, hanno sottolineato l’importanza di realizzare un tale investimento, puntando sull’aspetto salutistico, su un’offerta che integri le aree wellness, fitness ed estetica; non manca l’accenno alla mancanza di una legislazione che disciplini un settore in così forte espansione. Argomento, questi, trattati nel terzo capitolo.
Da ultimo, l’elaborato tratta due casi studio: da un lato quello delle Terme di Livigno, come esempio di integrazione nel settore termale, e dall’altro quello delle Terme di Pompeo, che rappresentano un valido caso di riorganizzazione nel settore termale a fronte di una domanda in continua evoluzione.

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4 1 – IL TURISMO DEL BENESSERE: UN BUSINESS IN ESPLOSIONE E’ noto che l’attuale ricerca del benessere psico-fisico e la conseguente offerta di servizi a tale scopo costituiscono una filosofia ormai radicata nella cultura occidentale. Vi è un’importanza crescente del “mercato del benessere”, a cui l’uomo del Terzo Millennio ricorre, dati i ritmi frenetici della vita quotidiana e lo stress associato. Si tratta di un interesse più antico di quanto si possa immaginare. Già Giovenale, tra il I e il II secolo a.C., scriveva il famoso detto “Mens sana in corpore sano”: uno star bene non solo con il corpo, ma anche e soprattutto con mente e spirito. Reperti archeologici, così come testimonianze letterarie e scientifiche mostrano che l’impiego delle acque termali, nel bacino del Mediterraneo, era già conosciuto in tempi antichi. I Greci praticavano bagni in acque calde e, non a caso, erigevano templi laddove sorgevano località termali: ne sono degli esempi il Tempio di Apollo a Delfi o quello di Olimpia. Le popolazioni antiche credevano che la presenza di divinità giustificasse i poteri e le proprietà terapeutiche delle acque. Anche i Romani esaltarono le terme come strumento di cura e relax, realizzando monumentali Thermae pubbliche. Nella sola Roma vennero censiti 800 stabilimenti termali pubblici e privati, ma le terme si diffusero in tutto l’impero, ove erano presenti le fonti. I Romani sostenevano le proprietà curative ed igieniche delle terme, ma ben presto divennero un piacere. Con la caduta dell’impero Romano, il conseguente disfacimento delle strutture e la diffusione della religione cristiana che invitava ad evitare luoghi che non fossero chiese, il fenomeno sociale e culturale delle terme cadde in disuso. Nel Medioevo la pratica termale era riservata a fini terapeutici. A tale periodo si fanno risalire i primi studi idrologici, condotti con lo scopo di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Michela Greco Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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