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L’immigrazione a tutto schermo. Rappresentazione del migrante nel cinema italiano contemporaneo

Il mio lavoro vuole proporsi come una lente d’ingrandimento su un fenomeno, quello dell’immigrazione in Italia, fatto di storie di uomini e donne diversi fra loro, non solo per etnia o razza, ma che hanno in comune un grande sogno: cambiare il proprio destino e migliorare la propria vita; sarà interessante verificare se e come i registi italiani hanno saputo rappresentare questi sentimenti e questa voglia di riscatto “umano” nei loro lavori, con la possibilità di rilevare un comune sentiero o visioni completamente differenti. Utilizzerò inoltre dati, nozioni e statistiche tratti da diversi manuali di Sociologia delle migrazioni, per contestualizzare ed approfondire gli argomenti trattati nei film. Ho analizzato in totale quindici lungometraggi e un paio di cortometraggi diretti da due registi torinesi, i fratelli De Serio, con i quali ho avuto una piacevole chiacchierata sul tema in questione e dalla quale ho ricavato molti spunti per il mio lavoro. Guardando questi film e analizzandoli ho cercato di assumere un punto di vista imparziale, per quanto questo possa essere possibile considerando ovviamente che ognuno di noi può avere una propria idea tema in questione. Spero di non aver tradito questa mia intenzione. Molti film mi hanno colpito per il loro messaggio e per il loro particolare stile, alcuni non mi hanno detto nulla, altri mi hanno infastidito per la posizione particolarmente “partigiana” e faziosa delle proprie tesi o per il modo in cui venivano presentati i propri personaggi; ho cercato di tenere conto e comunicare queste mie sensazioni di spettatore medio ma attivo e pensante nella mia ricerca.

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6 La sedentarietà non è che una breve parentesi nella storia dell’umanità. Nei momenti essenziali della sua avventura, l’uomo è rimasto affascinato dal nomadismo e sta ritornando Viaggiatore. J. Attali, L’homme nomade (2003) Introduzione Giunto alla conclusione della mia carriera universitaria ho deciso, con l’aiuto del mio relatore prof. Silvio Alovisio, di affrontare un tema particolare ma, a mio avviso, molto interessante e attuale: capire cioè come il cinema italiano, dagli anni novanta ad oggi, abbia trattato il tema dell’immigrazione e, in particolare, dello “straniero”, attraverso i lavori di diversi registi italiani, affermati e non, che hanno avuto il coraggio di trattare un tema per molti aspetti scomodo (e certamente non rivolto alle grandi platee), con linguaggi e stili cinematografici differenti. Il mio lavoro vuole proporsi come una lente d’ingrandimento su un fenomeno, quello dell’immigrazione in Italia, fatto di storie di uomini e donne diversi fra loro, non solo per etnia o razza, ma che hanno in comune un grande sogno: cambiare il proprio destino e migliorare la propria vita; sarà interessante verificare se e come i registi italiani hanno saputo rappresentare questi sentimenti e questa voglia di riscatto “umano” nei loro lavori, con la possibilità di rilevare un comune sentiero o visioni completamente differenti. Utilizzerò inoltre dati, nozioni e statistiche tratti da diversi manuali di Sociologia delle migrazioni, per contestualizzare ed approfondire gli argomenti trattati nei film. Ho analizzato in totale quindici lungometraggi e un paio di cortometraggi diretti da due registi torinesi, i fratelli De Serio, con i quali ho avuto una piacevole chiacchierata sul tema in questione e dalla quale ho ricavato molti spunti per il mio lavoro. Guardando questi film e analizzandoli ho cercato di assumere un punto di vista imparziale, per quanto questo possa essere possibile considerando ovviamente che ognuno di noi può avere una propria idea tema in questione. Spero di non aver tradito questa mia intenzione. Molti film mi hanno colpito per il loro messaggio e per il loro particolare stile, alcuni non mi hanno detto nulla, altri mi hanno infastidito per la posizione particolarmente “partigiana” e faziosa delle proprie tesi o per il modo in cui venivano presentati i propri personaggi; ho cercato di tenere conto e comunicare queste mie sensazioni di spettatore medio ma attivo e pensante nella mia ricerca.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Vincenzo Piperno Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.