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L'esigenza di un sistema finanziario stabile: Basilea 3

Il lavoro è un'analisi dell’evoluzione storica dell’Accordo di Basilea, dei limiti dell’attuale impianto normativo e della nuova proposta di regolamentazione bancaria.
All’interno della prima parte del presente lavoro, l’argomento principale è appunto l’evoluzione storica dell’Accordo di Basilea dal 1988 al 2004, in cui è entrato in vigore il quadro normativo ora vigente, conosciuto come Basilea 2, che è andato a colmare le lacune della normativa precedente ed ha introdotto nuovi elementi da tenere in considerazione per garantire la stabilità del sistema ed evitare turbolenze.
Nella seconda parte del lavoro, si affronterà, nelle tappe principali, la crisi finanziaria che ha investito il mondo intero e che ha messo in luce gli aspetti critici della normativa, che non è servita ad evitare la flessione di tutti i mercati e dunque che non è stata in grado di garantire la stabilità del sistema economico in cui operano famiglie e imprese. La crisi ha dimostrato che nonostante le innovazioni è impossibile disporre di un’informazione completa, attraverso la quale, prevedere uno scenario che si verificherà in futuro. La crisi ha sicuramente anche reso evidente la difficoltà di regolare un sistema globale con enormi differenze tra i vari Paesi e soprattutto in continuo cambiamento.
La risposta del Comitato di Basilea alla crisi finanziaria, è invece l’argomento oggetto della terza parte del lavoro. Il quest’ultimo capitolo saranno evidenziate le nuove proposte del Comitato pubblicate il 17 dicembre del 2010, dopo un lungo periodo in cui il Comitato ha in un primo momento posto i documenti per la consultazione da parte di Paesi, banche centrale ed esperti, ha poi condotto uno studio sull’impatto quantitativo dei nuovi requisiti ed infine ha emanato le nuove regole, chiamate Basilea 3. Il Comitato ha cercato in questo modo di sopperire alle lacune precedenti e ha giocato d’anticipo su future turbolenze finanziarie che si potrebbero verificare e su ricadute nella crisi ancora attuale. È infatti prevista nella nuova regolamentazione l’inserimento di un coefficiente che si attivi in momenti di massima espansione del credito e che poi potrebbe essere utilizzato nei momenti di crisi.
In quest’ultima parte sarà preso in considerazione anche l’impatto dei nuovi requisiti sia sul sistema bancario italiano, sia sull’economia e sulle imprese.

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5 Introduzione Si potrebbe essere tentati di sostenere che la regolamentazione bancaria non è necessaria e che anche in assenza di regole le banche gestiscano i lori rischi con prudenza e farebbero in modo di avere sempre riserve patrimoniali adeguate alle loro esposizioni. La storia ci insegna che è inammissibile un mercato del credito senza alcuna regolamentazione e senza alcuna tutela della stabilità, si ricordi ad esempio lo scandalo della Banca Romana nel 1880. Inoltre, soprattutto con lo sviluppo dei mercati finanziari, gli istituti di credito sono in continua lotta per la sopravvivenza e alla continua ricerca di profitti, il che conduce spesso a porre in essere pratiche irregolari. In questo modo il sistema finanziario si è trovato (e si trova tuttora) a dover affrontare sempre nuovi rischi e sempre più complessi. In queste circostanze è diventato di fondamentale importanza la coordinazione del sistema bancario, con lo scopo di stabilire sistemi di controllo e di vigilanza in grado di garantire la stabilità del sistema finanziario. Questa coordinazione ha avuto inizio nel 1988 con “l’Accordo del 1988” meglio noto come Basilea 1. Basilea 1 è stato il primo tentativo di fissare uno standard internazionale con cui misurare l’adeguatezza patrimoniale delle banche ed è stato inoltre il primo importante risultato del Comitato di Basilea, che ha visto unite le Autorità di Vigilanza di dodici stati. All’interno della prima parte del presente lavoro, l’argomento principale è appunto l’evoluzione storica dell’Accordo di Basilea dal 1988 al 2004, in cui è entrato in vigore il quadro normativo ora vigente, conosciuto come Basilea 2, che è andato a colmare le lacune della normativa precedente ed ha introdotto nuovi elementi da tenere in considerazione per garantire la stabilità del sistema ed evitare turbolenze. Nella seconda parte del lavoro, si affronterà, nelle tappe principali, la crisi finanziaria che ha investito il mondo intero e che ha messo in luce gli aspetti critici della normativa, che non è servita ad evitare la flessione di tutti i mercati e dunque che non è stata in grado di garantire la stabilità del sistema economico in cui operano famiglie e imprese. La crisi ha dimostrato che nonostante le innovazioni è impossibile disporre di un’informazione completa, attraverso la quale, prevedere uno scenario che si verificherà in futuro. La crisi ha sicuramente anche reso evidente la difficoltà di regolare un sistema globale con enormi differenze tra i vari Paesi e soprattutto in continuo cambiamento.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Daniela Morra Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2104 click dal 24/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.