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L'accesso al lavoro da parte dei disabili: dall'avviamento obbligatorio al collocamento mirato

Questa tesi è incentrata particolarmente sui possibili sviluppi futuri, in relazione alla nuova Legge sul collocamento obbligatorio dei disabili, del lavoro dei portatori di handicap e sulla diversa concezione del disabile e la sua diversa collocazione all'interno delle aziende (rispetto al passato).

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1 CAPITOLO 1 Cenni sui precedenti legislativi e sull’evoluzione della normativa 1.1 Il collocamento obbligatorio prima della legge n. 482/1968 Prima di commentare la nuova normativa sul lavoro dei disabili pare opportuno, anche per una migliore comprensione della riforma avvenuta con la legge 68/1999, esaminare nei suoi punti essenziali la precedente normativa: la legge 482/1968. L’istituto del collocamento obbligatorio delle categorie cosiddette svantaggiate è stato originariamente regolamentato in modo organico dalla legge 2 aprile 1968 n.482 (apparsa in G.U. 30 aprile 1968, n.109). Prima di tale normativa, il collocamento al lavoro delle categorie “deboli” era disciplinato da una serie di leggi speciali susseguitesi l’una dopo l’altra senza alla base alcun disegno organico di fondo, ciascuna volta alla tutela di una specifica categoria di svantaggiati, giudicata di volta in volta bisognosa di protezione. 1 Facendo un breve excursus storico la prima normativa sul collocamento obbligatorio risale al R.D.L. del 14 giugno 1917, n.1032 integrato e modificato, successivamente, dalla legge 21 agosto 1921, n.1312; essa concerneva l’assunzione di mutilati ed invalidi di guerra e fu riformata 1 Tale legge 482/1968 è stata poi parzialmente modificata dalle leggi nn. 79 e 638 del 1983.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gianmaria Lapiccirella Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12814 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.