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La Stevia Rebaudiana Bertoni e gli edulcoranti naturali: effetti fisiologici e nutrizionali e il loro utilizzo nella patologia diabetica

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i prodotti dolciari e le bevande “senza zucchero” in cui l’aggiunta di saccarosio è stata sostituita dall’aggiunta di un altro edulcorante. Inoltre sempre più persone ricorrono all’uso degli edulcoranti da tavola per dolcificare caffè, tè, ecc.
Si tratta di edulcoranti di sintesi come l'aspartame, la saccarina, l'acesulfame-K e i Sali dell’acido ciclammico, e di edulcoranti di origine naturale o derivanti da questi per parziale modifica (polioli).
L’aspartame rimane ancora oggi oggetto di numerose indagini con risultati controversi. Tra gli edulcoranti naturali, vi è poi una categoria di edulcoranti cosiddetti “del futuro”, come le proteine dolcificanti e gli estratti glicosidici della Stevia Rebaudiana Bertoni, dei quali si è voluto approfondire, valutandone aspetti nutrizionali, fisiologici, e la loro utilità in soggetti con patologia diabetica.
Queste ricerche intendono sottolineare come la sostituzione del tradizionale saccarosio con edulcoranti ipocalorici può rappresentare, oltre ad un’efficace strategia nella gestione del peso, un importante metodo di controllo dei livelli di glucosio postprandiale e della relativa secrezione insulinica; e se studi futuri lo confermeranno, si potrà realmente pensare all’utilità della stevia come terapia dell’iperglicemia e dell’insulino-resistenza, contribuendo alla riduzione del numero dei casi di obesità e di diabete in maniera del tutto naturale.
In conclusione, se pure gli studi affermano che, rispettando la DGA, gli edulcoranti sintetici risultano sicuri, un loro eccesso è comunque associato a possibili numerose complicanze ed effetti collaterali, e data la controversia dei pareri riguardanti tali edulcoranti, una loro sostituzione anche parziale con la stevia e simili edulcoranti naturali, potrà ridurre tali potenziali rischi e dubbi, a favore sicuramente del benessere e della salute.

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8 1.1 GLI ADDITIVI ALIMEnullTARI 1.1.1 DEFInullIZIOnullE E nullORMATIVA Dal punto di vista legislativo, secondo l’Articolo 3 del Decreto Ministeriale del 31 marzo 1965 sulla “disciplina degli additivi chimici consentiti nella preparazione e per la conservazione delle sostanze alimentari”, si intende per «additivo alimentare » qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal suo valore nutritivo, che aggiunta internazionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico, nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente [1]. Si tratta di sostanze che vengono addizionate in qualsiasi fase della lavorazione, alla massa o alla superficie degli alimenti, per conservare nel tempo le caratteristiche chimiche, fisiche, o chimiconullfisiche, per evitare l ’alterazione spontanea o per impartire ad essi, oppure per esaltarne favorevolmente, particolari caratteristiche di aspetto, di sapore, odore o consistenza [2]. Il D.M. 31/3/1965 rappresenta il primo decreto emanato in Italia contenente la disciplina generale sulla commercializzazione e l’impiego degli “additivi chimici”, la lista positiva con indicate le sostanze ammesse, suddivise in categorie, e le dosi massime di impiego.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Daniela Pia Cannito Contatta »

Composta da 135 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5498 click dal 21/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.